francesco munaf.
elisa sola.
Sono le dieci della sera.
Entrano in massa nel locale di quattro metri per tre.
Hanno vent'anni, forse meno.
Irrompono senza dire una parola.
Fissano il commerciante che sta mettendo a posto le patatine, l'orario di chiusura  vicino.
Per le strade di Borgo Vittoria non c' quasi pi nessuno, solo qualche disperato in astinenza che dal Sempione cerca monete e sigarette.
Il capo del branco indica Jalal Uddin: "Tu.
Sappiamo chi sei.
Tu sei quello che  finito sul giornale".
Silenzio.
I gregari sono dietro, pronti a fare quello che solo per caso non accade.
Uddin esclama: "Non sono io l'uomo che cercate, vi state confondendo.
L'uomo che cercate lavora nel minimarket pi avanti, io non lo conosco". Nasce una discussione.
Il negoziante trova la forza per dire: "Per favore uscite ed entrate in due alla volta.
Vi servo in due alla volta, cos sono le regole".
Il branco se ne va.
Jalal tira gi le serrande. "Ho avuto paura". Quel timore dell'agguato lo nutre anche il giorno dopo, quando la vita torna ordinaria. "Quanto costa la Stella artois grande?" gli chiede una donna che arriva dalla nuova Tossic park. "Un euro e 50". Lei conta gli spiccioli. "Allora prendo la piccola". Uddin non lascia la moglie da sola.
Stanno insieme, alla cassa, per tutto il giorno. "Non so da dove arrivassero  dice  ma volevano l'uomo che ha violentato la ragazzina di 13 anni sabato".
Un uomo che da ieri nessuno ha pi visto.
La polizia ha chiuso il locale ieri mattina. "Motivi amministrativi". "Meglio cos, perch avr anche sbagliato, ma se torna a lavorare rischia la vita" pensano in molti.
E' l'odio che affiora.
L'odio di una periferia che  un villaggio nella citt. Un borgo operaio nato a fine Ottocento quando esistevano ancora le grandi fabbriche come la Gondrand. Poi le aziende hanno chiuso, e dopo i migranti dal Sud Italia sono arrivate le nuove generazioni dal Nord Africa e dall'Asia.
Il quartiere non vuole criminalizzarle: "Il problema non sono gli stranieri".
Sulla saracinesca chiusa del minimarket dove una ragazzina e una donna hanno subito abusi dal commesso poi scarcerato dal gip,  comparsa una scritta: "Pedofilo infame". E' la rabbia che inquina la periferia.
Jalal sa che avrebbero potuto picchiarlo, quei dodici ragazzi che vivono in zona.
Lavora nel secondo dei cinque minimarket che ci sono in cento metri di via.
Ma sono in tanti a difendere lui e gli altri. "Quella bengalese  una comunit integrata" riflette Michele Pinto, 62 anni, nato e cresciuto in zona.
Donato, 70 anni, annuisce.
Vive dal 1986 sopra al negozio dove si  consumata la violenza.
Dice: "I gestori non hanno mai dato problemi.
Anzi, tenevano testa ai tossici che volevano comprare da mangiare senza pagare". "Automobili spaccate, scippi, fanno tutto per una dose" grida Giampiero, 58 anni, a passeggio con le figlie.
Le indica agitato: "Ora ho paura per loro.
Non ci aspettavamo la violenza sessuale in un minimarket. Ma non facciamo di tutta l'erba un fascio".
In un'altra bottega Ylber, albanese che vive qui da undici anni, ha appena finito di fare la spesa: "Conosco di vista il ragazzo che ha compiuto la violenza.
Era tranquillo.
Ha sbagliato.
E quando si sbaglia si paga.
La legge  uguale per tutti".
E' una comunit scossa, mentre la politica si accende.
"La tutela dei minori viene prima di tutto" dice il presidente della Circoscrizione 5 in quota Lega Alfredo Correnti. "I minimarket creano solo problemi - inforca il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, Pd - e dove si vendono solo alcolici si dovrebbe limitare l'orario dalle 8 alle 20". "Ringraziamo la Questura per aver avviato gli accertamenti - hanno infine fatto sapere Maurizio Marrone e Augusta Montaruli (FdI) - la chiusura del minimarket  una vittoria per la sicurezza delle donne". -.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
ylber.
cliente.
del minimarket.
il reportage.
&#8220;.
Lo conosco di vista.
Non dava problemi.
ma ha sbagliato.
La legge  uguale.
per tutti.
Davanti al minimarket dove  avvenuta la violenza sessuale sono comparse scritte contro l'uomo che le ha compiute maurizio bosio/reporters.
Un episodio simile.
non era mai.
accaduto, adesso.
abbiamo paura.
per le donne.
michele.
pinto.
Jalal Huddin, che ha subito un tentativo di spedizione punitiva.
&#8220;.
L'episodio  accaduto in Borgo Vittoria bruno brizzi/reporters
