lorenzo rotella.
arona.
Un pubblico di duemila persone alla Rocca Borromea di Arona non si era mai visto.
E' l'effetto Alessandro Barbero, che ieri pomeriggio ha tenuto una lezione su San Francesco nei 6 ettari di prato con vista Lago Maggiore.
Era l'evento pi atteso del "Teatro sull'acqua" organizzato dall'associazione culturale "Arona citt teatro" che quei numeri, in 16 edizioni, non li ha registrati nemmeno col premio Nobel per la letteratura Dario Fo, ospite del festival nel 2014.
Lo storico ha dialogato con la direttrice artistica della rassegna, Dacia Maraini, sulla figura del santo nella terra di un altro santo, ha ricordato il sindaco Alberto Gusmeroli introducendo Barbero: "In questa rocca, che avremo in gestione a uso gratuito fino al 2043,  nato san Carlo Borromeo.
Sempre qui ha celebrato la sua ultima messa prima di morire a Milano".
Il parallelo con Francesco, per Barbero,  stato inevitabile: "Erano due cristiani con personalit potentissime ma in contesti molto diversi.
San Carlo ha scelto di stare nel mondo della chiesa da "dirigente", in un'epoca di forte spinta della Riforma protestante, e pensava che si potesse aiutare la gente stando al suo interno.
San Francesco invece di quel mondo si pente, molla tutto e sceglie di agire standone fuori.
Entrambi hanno per interpretato la fede a modo loro".
In un'ora abbondante Barbero ha raccontato ogni sfaccettatura di un santo che, "se fosse esistito ai giorni nostri, penseremmo sia una persona fuori di testa". Studiando per tre anni la sua figura, spulciando ogni cronaca del tempo, lo storico ha trovato un altro parallelismo con l'elemento simbolo di questo festival: il fuoco, protagonista anche dello spettacolo "Scorre il tempo" da oggi sul "lagoscenico" di piazza del Popolo e repliche fino a domenica. "Era un matto fuori dagli schemi e amava ogni creatura di Dio, compreso il fuoco - ha sottolineato Barbero -. Non bisognava fargli del male, dunque non voleva mai spegnerlo.
Nemmeno quando andava in fiamme la tunica di un frate".
Maraini ha ricordato come pi volte, in 800 anni dalla sua morte, "hanno cercato di appropriarsi culturalmente di San Francesco". Ha strappato risate e un applauso un altro parallelismo di Barbero: "Nel 1926 celebr il centenario della morte anche il regime fascista.
Si fecero grandi proclami su come lui e Benito Mussolini fossero simili: anche Francesco aveva fatto la guerra, aiutava gli ultimi e per questo Mussolini fu ritenuto un vero francescano".
La visita di Barbero ad Arona in un clima "da concerto di Woodstock ma senza quel tipico odorino che si sente in certi festival", ha ironizzato il sindaco Gusmeroli al microfono,  durata fino alle 20. Tra strette di mano, foto coi fan e una fila al firmacopie lunga quanto il pratone della Rocca Borromea, Barbero non ha escluso l'idea di futuri studi medievali su Arona: "Non ho in programma ricerche di questo tipo.
Ma, avendo moglie e casa biellesi ed essendo stato docente all'Universit del Piemonte orientale, niente  impossibile e nulla  da escludere". -.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Barbero ha dialogato con la direttrice del festival Dacia Maraini.
Lo storico Alessandro Barbero ieri pomeriggio sul prato della Rocca Borromea davanti a 2 mila spettatori foto paolo migliavacca.
Lunghe attese dei lettori per il "firmacopie" finale.
il reportage
