Esaurite le cerimonie per l'esecutivo pi longevo della Repubblica, Meloni far bene a dedicarsi ai prossimi mesi che l'attendono, prima della scadenza elettorale che lei stessa potrebbe fissare al prossimo aprile, ma i suoi alleati le chiedono di spostare pi avanti.
Per quanto si tratti di un appuntamento celebrativo dei quasi quattro anni che la separano dall'insediamento del primo governo di destra e del primo guidato da una donna, come annot alla Camera il 28 ottobre 2022, anniversario, scelto non a caso, del secolo della Marcia su Roma - anche se poi, va detto, l'itinerario della premier  stato ben lontano dal ripercorrere le orme di Mussolini -, Meloni  ben consapevole delle difficolt che la riguardano.
Pu usare la retorica, arte in cui eccelle, ma non pu mentire a se stessa.
La situazione del Paese, soprattutto quella economica,  grave.
L'inflazione cresce e determiner molto probabilmente un rialzo dei tassi bancari a livello europeo.
Il caro-vita, esito della crisi energetica pi grave degli ultimi anni, affligge i cittadini.
Incombe il conflitto tra Europa e Russia, definito per comodit, ma non per complessit, "guerra ibrida". Il contesto internazionale - braccio di ferro Usa-Iran, chiusura di Hormuz, Medio Oriente - non accenna ad una distensione, tutt'altro.
Dopo aver dedicato gran parte del suo impegno alla politica estera, Meloni deve fare i conti con il quadro che la circonda.
Anche l'insorgenza del fenomeno Vannacci la legge certo alla luce del peggioramento della situazione.
E sa benissimo che il rimedio non pu essere affidato a una legge elettorale che, proprio a causa dei sondaggi sul partito del generale, subisce continui quanto inutili aggiornamenti.
Servirebbe una riscossa, ma con la classe dirigente che si ritrova attorno, anche quella  difficile.
E tuttavia l'intervento di Bari sar interessante, per capire se Meloni ha un programma per questi ultimi mesi che la separano dalle urne e dalla scommessa di riproporsi di nuovo per un altro mandato, o se invece non intenda riproporre solo la propaganda e lo scontro con la sinistra alle prese con i suoi problemi.
Se insomma, in tema di anniversari, non sia arrivata anche lei, come tutti i leader, al suo canto del cigno: al "discorso del Lirico" che il Duce tenne inutilmente a Milano il 16 dicembre 1944. -.
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MARCELLO SORGI
