FABRIZIO GORIA.
L'Italia  stretta tra inflazione persistente, finanze pubbliche sotto tensione e una curva demografica avversa.
Una sfida imponente per il governo di Giorgia Meloni in vista della legge di Bilancio.
Tito Boeri, professore della Bocconi e direttore scientifico del Festival internazionale dell'Economia di Torino che parte il 22 ottobre, delinea le priorit con pragmatismo. "Misure di breve termine come quelle sulle accise dei carburanti servono a poco, gli stipendi sono troppo bassi e occorrono interventi strutturali come un salario minimo", avverte l'economista.
L'inflazione  pi duratura del previsto e le tensioni sociali rischiano di crescere.
Il dibattito sulla legge di Bilancio si preannuncia complesso.
Cosa dobbiamo attenderci?
"L'esempio del taglio delle accise illustra la logica degli ultimi anni con esecutivi concentrati su provvedimenti di breve respiro per arginare emergenze temporanee.
L'aumento del prezzo del petrolio andava affrontato tutelando le fasce di popolazione maggiormente esposte e intervenendo sui margini di raffinazione aumentati di pi del prezzo del petrolio.
Invece abbiamo speso miliardi per prorogare di settimana in settimana interventi a favore anche di chi non ne avrebbe bisogno".
E chi  sul mercato del lavoro fa fatica.
"Riguardo all'inflazione l'impatto sui lavoratori  stato devastante.
Dalla seconda met del 2021 abbiamo subito una fiammata che il sistema di contrattazione collettiva non ha saputo recuperare.
Il potere d'acquisto dei salari ha subito una contrazione drammatica.
La colpa non risiede nell'evento esogeno ma nell'inerzia politica nel riformare un sistema contrattuale inefficiente.
Un primo passo necessario resta l'introduzione di un salario minimo indicizzato all'inflazione e l'approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale".
Le fasce deboli continuano a perdere terreno.
Qual  il suo giudizio sulle scelte del governo nel contrasto alla povert?
"L'unico intervento di politica economica di rilievo di questo esecutivo  stata l'abolizione del Reddito di cittadinanza.
Si trattava di una misura con difetti evidenti da me segnalati fin dalla sua introduzione.
Tuttavia stabilire che le persone in et lavorativa e in condizioni di povert non debbano ricevere alcun sostegno istituzionale  un principio estraneo alle pratiche di ogni Paese avanzato.
Il lavoro non sempre permette di uscire dalla povert. Coi salari italiani spesso si lavora e si rimane poveri".
E adesso?
"Il Pnrr ha destinato risorse marginali alle vere priorit delle famiglie come l'assistenza sociale di prossimit e il potenziamento della sanit pubblica.
Le riforme in grado di proteggere i cittadini dai nuovi rischi economici sono per lo pi assenti, lasciando larghe fasce della popolazione esposte alla marginalizzazione".
Per l'Italia dispone ancora delle risorse europee.
Il Pnrr  un'occasione mancata per il rilancio strutturale?
"Il dibattito politico certifica un'occasione perduta.
Le discussioni si concentrano sulla fretta di spendere i fondi senza valutare la qualit della spesa o la sua reale necessit economica.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nasceva come strumento per attuare riforme capaci di rilanciare la crescita di lungo periodo.
Noi ci siamo indebitati aumentando il debito pubblico nazionale ma non abbiamo orientato il Paese verso uno sviluppo sostenibile.
Le riforme essenziali riguardano ambiti che rappresentano freni storici alla crescita e che incrementano a dismisura i costi del fare impresa.
Nessuna di queste riforme ha visto la luce in modo compiuto".
Ovvero?
"Non ci sono progressi tangibili nella giustizia civile e questo rende difficile tutelare i diritti e aumenta a dismisura i costi di fare attivit economica.
La pubblica amministrazione ha avuto l'opportunit unica di inserire personale qualificato ma avrebbe dovuto adottare criteri selettivi rigorosi nelle assunzioni spingendo pi italiani a laurearsi.
Sul mercato del lavoro registriamo criticit enormi nella mobilit e nei salari, tenuti a livelli insoddisfacenti da imprese che sfruttano un eccessivo potere di mercato sui lavoratori".
E veniamo ancora una volta alle diseguaglianze.
Alla luce dell'ultimo rapporto Istat, quali sono le emergenze da affrontare?
"L'evoluzione demografica certificata dall'Istat documenta una popolazione in diminuzione.
Abbiamo perso circa due milioni di residenti dai picchi storici e la forza lavoro si contrarr del trenta per cento nei prossimi 25 anni.
Questo quadro sottopone a uno stress insostenibile le istituzioni preposte al benessere collettivo.
Il sistema previdenziale risente del calo dei contribuenti e dell'aumento dei pensionati".
Poi?
"Il sistema sanitario affronta il carico di una popolazione anziana con un fabbisogno di cure maggiore a fronte di un restringimento della base fiscale.
C' un sovraccarico evidente delle strutture e del personale che i cittadini sperimentano ogni giorno.
Altri Paesi in declino demografico reagiscono per tempo.
La Cina e il Giappone puntano sull'innovazione tecnologica, la Spagna scommette sull'integrazione degli immigrati per sostenere il tessuto produttivo e finanziare lo stato sociale".
E l'Italia?
"Rimane ferma e continua ad affrontare l'immigrazione con una logica emergenziale.
Le nostre aziende sembrano voler mantenere i margini di profitto comprimendo il costo del lavoro anzich incrementare la produttivit e utilizzare l'intelligenza artificiale.
Appariamo un Paese in declino che fatica a trovare vie d'uscita alla stagnazione".
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&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tito Boeri.
Economista e Direttore scientifico del Festival Internazionale dell'Economia.
Abbiamo perso due milioni di residenti <br/>Ma il Paese fatica <br/>a trovare vie d'uscita dalla stagnazione.
&#8220;.
Un errore continuare a comprimere <br/>il costo del lavoro anzich incrementare la produttivit e usare l'intelligenza artificiale.
l'intervista.
In dialogo.
Un momento.
dal Festival.
Internazio-.
nale dell'Econo-.
mia dello scorso anno.
a Torino.
Nel 2025.
il tema scelto  stato <br/>"Le nuove generazioni del mondo".
Nella foto, scattata.
al Teatro Carignano,.
i volontari.
che ogni anno collaborano alla realizzazione del Festival.
reporters
