Gaia Ammirati.
Imperia.
Mauro Pelaschier, padrino del quarantennale delle Vele d'Epoca, torna a Imperia dove, appena diciannovenne, conquist la selezione per le Olimpiadi del 1968. Una vita sul mare, cominciata sulle barche di legno della famiglia e proseguita ai massimi livelli della vela internazionale, timoniere di Azzurra nella prima sfida italiana all'America's Cup del 1983. Pelaschier ha attraversato l'evoluzione della vela senza mai perdere il legame con le sue origini.
Cosa significa essere il padrino delle Vele d'Epoca.
"E' una gioia.
E' il mondo che ho sempre sognato da bambino.
Sono nato con le barche di legno, sognando l'Olimpiade.
In seguito ho avuto una carriera importante con la tecnologia applicata alla vela, passando dal vetro all'alluminio, dal carbonio al Kevlar, fino a tornare sulle barche di legno.
Sono tornato su quello che amo di pi".
Lei  rimasto nella storia come timoniere di Azzurra.
Quando ripensa a quei momenti, qual  la prima cosa che le viene in mente?
"Fu speciale, la prima sfida italiana all'America's Cup. L'avevamo sognata, ma non avevamo ancora l'esperienza necessaria per partecipare.
Abbiamo fatto un'ottima prima sfida e siamo stati contentissimi.
Forse abbiamo aperto una strada che poi  stata seguita da armatori e imprenditori che hanno saputo portare avanti con grande forza, come Italia, il Moro di Venezia e Luna Rossa".
C' qualcosa che la lega in particolare a Imperia?
"Imperia ha fatto parte della mia storia sportiva.
Qui ho vinto una selezione per andare alle Olimpiadi del 1968. Avevo 19 anni e in realt andai come riserva di Fabio Albarelli, che poi vinse la medaglia di bronzo.
Ero ancora poco esperto per poter partecipare all'Olimpiade, per ho un ricordo bellissimo di quell'esperienza".
Trova Imperia cambiata?
"Mi sembra bellissima, ma non ho ricordi di com'era prima.
Ricordo soprattutto il suo mare".
La vela di oggi  cambiata rispetto a quella dei suoi esordi.
Come si possono avvicinare i giovani ?
"Devono diventare ingegneri.
Oggi la vela  legata alla tecnologia, di conseguenza anche il velista deve saper dialogare con gli ingegneri che costruiscono questi mezzi, in modo da essere in grado di portare le barche al massimo durante la regata".
Quindi lo studio  fondamentale?
"Lo studio  sempre fondamentale.
Io per ho avuto la fortuna di avere una famiglia di costruttori, mastri d'ascia.
La mia tecnologia iniziale era quella del legno.
Finita la scuola correvo a costruire barche con mio zio e ho costruito la mia prima barca da regata, con la quale ho vinto il mio primo titolo.
Poi ho fatto il velaio per molti anni.
Ho costruito il nostro motore per andare avanti e combattere.
Nel mio caso  stato un percorso al contrario: non una scuola, ma la pratica".
Dopo una lunga carriera e tanti traguardi, c' ancora un sogno da realizzare?
"Il sogno  quello di poter navigare fino all'ultimo giorno". E poi, con una battuta che racchiude tutta la sua passione per il mare: "Un giorno, mi piacerebbe cadere in mare e non essere raccolto". -.
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Vele d'Epoca di Imperia: oggi, dalle 9 alle 11, partenza delle Regine del mare.
Tra le 16 e le 19 il rientro in banchina.
Alle 17, sul palco, Giacomo Sangermani presenter i 130 anni dei Cantieri Sangermani.
Dalle 17.30 truccabimbi e giochi del corsaro, seguiti alle 18.30 dal tiro alla fune.
Alle 21.30 con Fem Spettacoli in scena "La nave del corsaro" tra palco e banchina.
Dalle 17 alle 18,30, al museo navale il laboratorio "Piccoli esploratori in museo", per bimbi dai 6 ai 12 anni.
Alle 18, a Villa Grock, visita guidata.
Dalle 19 aperitivo.
G.A.
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Alle 9 parte la regata.
Il padrino del quarantennale delle Vele d'Epoca di Imperia Mauro Pelaschier Ruscello.
Pelaschier mentre sistema le vele.
Pelaschier su Azzurra.
l'intervista.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
