Gaia Ammirati.
Mattia Mangraviti.
Imperia.
Penso che le radici siano un fattore fondamentale per il calcio, come la presenza di pubblico.
Se mancano le radici e manca comunque il rapporto con la comunit c' qualcosa che non va". Il ministro dello sport Andrea Abodi ha tirato le orecchie a Imperia e Sanremese a margine della conferenza stampa di presentazione delle Vele d'Epoca.
Sollecitato sulla presenza di un elevato numero di giovani stranieri nelle rose delle due principali squadre del capoluogo ponentino, l'ex presidente della Lega di serie B ha risposto con grande fermezza. "Nei prossimi giorni - ha proseguito - mi vedr con il presidente Malag e con le componenti federali perch sui settori giovanili, sui vivai, sia per quanto riguarda le societ dilettantistiche, sia per quanto riguarda le societ professionistiche, dobbiamo fare tutto ci che l'Europa ci consente di fare rispettando le norme sulla libera circolazione dei lavoratori, ma cercando di incentivare il pi possibile che i giovani giochino".
Le rose di Imperia e Sanremese sono infarcite di giovani di nazionalit estera provenienti da tutto il mondo.
Di talenti locali neanche l'ombra.
Una sorta di legione straniera, come sottolineato proprio da La Stampa nei giorni scorsi.
In particolare nell'Imperia figurano due francesi, un finlandese, un albanese, un brasiliano, un franco-senegalese, un olandese-congolese, un romeno, oltre a quattro giocatori con doppio passaporto (oltre alla nazionalit italiana anche quella rispettivamente olandese, francese, brasiliana e ghanese). Sulla stessa falsariga la rosa della Sanremese: un lituano, un francese, due oriundi belgi (uno con passaporto anche guineano e l'altro algerino), due franco-italiani, un italo-belga, un franco-malgascio, uno spagnolo, un argentino, un macedone, un nigeriano, un franco-camerunense, un greco-albanese. "Una leva ce l'abbiamo sulla quale possiamo agire insieme - ha aggiunto Abodi - che  quella della ripartizione dei diritti televisivi anche per il minutaggio in campo dei giovani formati nei vivai e quindi in gran parte italiani.
Vediamo di utilizzare bene gli strumenti, negli altri Paesi pi che gli strumenti valgono le volont le scelte, noi cerchiamo di combinare questo e quello.
Da tempo andiamo predicando sulla necessit di dare maggiore spazio ai ragazzi dei nostri settori giovanili.
Speriamo soltanto che il calcio possa cogliere l'opportunit degli insuccessi per reinventarsi e rilanciarsi sapendo che il futuro  nei nostri giovani e nel loro talento che c' anche nel calcio, va soltanto riscoperto, valorizzato, promosso e messo in campo, che  la cosa piu importante". In conclusione il Ministro dello sport ha fatto un passaggio sullo stadio Marassi di Genova e sulla possibilit che quest'ultimo venga inserito tra gli impianti a disposizione per Euro 2032. "Ho cominciato a parlare di stadio riqualificato quando ero presidente della Lega di serie B. Ho finito quella mia esperienza nel 2017. Ora  tempo di raccogliere quella sfida, sapendo che le scelte su Euro 2032 verranno fatte nelle prossime settimane.
Bisogner farsi trovare pronti.
Non  mai troppo tardi per provarci.
A prescindere da questo, per, i tifosi di Genova e Sampdoria hanno il diritto di avere uno stadio moderno, accessibile, funzionale, moderno.
La dignit del calcio a Genova passa per l'offerta futura.
I due club hanno le idee chiare, cosi come Comune e Regione.
C' un commissario di governo per snellire le procedure.
Gli ingredienti ci sono tutti". -.
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il caso.
"Se mancano.
le radici.
e manca.
il rapporto.
con la comunit.
c' qualcosa.
che non va".
Il Ministro dello sport Andrea Abodi ha parlato a margine della presentazione delle Vele d'Epoca.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
