alessandra <br/>levantesi kezich.
Ink.
(inchiostro) in riferimento alla carta stampata, ma il film di Danny Boyle (foto) non viaggia sulla linea del giornalismo impegnato a informare e denunciare: qui si parla di un giornalismo orientato a intrattenere solleticando il gusto dello scandalo, del gossip e dei piaceri proibiti.
La testata  The Sun e Ink, ispirandosi alla pice firmata da James Graham nel 2017, ne racconta l'incredibile storia.
Tutto inizia nell'ottobre del 1968 quando l'"australian sheep farmer" Rupert Murdoch acquista il giornale avviato al fallimento e assume come direttore Albert "Larry" Lamb, giornalista dello Yorkshire di estrazione operaia, penalizzato dal non aver frequentato i college d'elite.
Motivati dal desiderio di distruggere un establishment che li guarda dall'alto, i due outsider trasformano The Sun in un tabloid sensazionalista che, sfondando i tetti delle vendite, modeller il volto della futura Inghilterra.
La spigliata prima parte mostra il processo di creare un giornale pieno delle cose che la gente vorrebbe leggere (vedi la famosa Pag 3 con le foto di modelle in topless); la seconda parte, pi dark, ruota sulle conseguenze di certe scelte estreme.
Nella ben calibrata interpretazione di Guy Pearce, Murdoch esprime la natura arrogante e il freddo controllo dell'uomo d'affari; mentre il Larry Lamb di Jack O'Connell  un'esplosiva miscela di brillante fiuto giornalistico e pericoloso cinismo.
Puntando sul confronto fra i due, Boyle spara il film allo spavaldo, vivido ritmo rock tipico del suo cinema: forse sarebbe stato interessante approfondire il discorso sull'eco politica di un giornale laburista finito conservatore, ma  chiaro l'intento di stabilire l'avventura del Sun come inizio della caduta verso l'attuale era dei social fuori controllo e delle derive populistiche pi devastanti.
fine: AESLEV-.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
la recensione.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
