Un distacco improvviso, quasi verso la sommit del Monviso, a 3.500 metri di altitudine.
Rocce e ghiaccio cadono dalla parete Nord-Est poco dopo le 20 di marted sera e precipitano verso valle.
Il boato  fortissimo, si sente in tutta la valle Po.
Le immagini di alcuni escursionisti e quelle della webcam del rifugio Quintino Sella mostrano una nuvola di polvere che corre veloce lungo la ripida parete della montagna simbolo della provincia di Cuneo e del Piemonte.
Negli stretti canaloni della zona dei Torrioni Sucai  l'inferno.
Grossi massi volano a centinaia di metri di distanza, colpiscono le pietraie alla base, a 2.400 metri, mentre polvere e detriti raggiungono anche i sentieri che dal lago Chiaretto raggiungono il colle di Viso e salgono verso il Sella.
Tutte le persone all'interno dei rifugi Sella e Giacoletti escono per capire che cosa sia successo; i gestori non perdono tempo e lanciano l'allarme.
In questi giorni di fine estate la montagna  ancora molto frequentata da alpinisti ed escursionisti.
Fortunatamente la frana si  verificata in serata e i sentieri, a quell'ora, sono quasi vuoti.
Ma non tutti rispondono immediatamente all'appello.
La preoccupazione  per un escursionista di nazionalit straniera, che non  raggiungibile telefonicamente.
Da Torino parte un elicottero della maxi-emergenza in assetto per il volo notturno, carica gli uomini del Soccorso alpino a Paesana e si porta in quota.
Alle 21,30, per, la visibilit  ridotta a causa della grande quantit di polvere ancora in sospensione in tutta l'area che va dal lago Chiaretto al rifugio Quintino Sella: impossibile atterrare e calare in zona i soccorritori.
Andrea Sorbino, gestore del rifugio Giacoletti, che si trova di fronte alla Nord-Est a circa tre chilometri di distanza, racconta: "Abbiamo sentito il boato dal rifugio e siamo usciti a vedere che cosa stesse accadendo.
Si vedevano i blocchi volare a occhio nudo".
Al Quintino Sella la notte  stata lunga.
Fino a tarda sera il rifugio  stato avvolto da una nebbia irreale, formata dalla polvere generata dalla frana, mentre le scariche di massi sono proseguite per ore.
La situazione di allarme  rientrata, in parte, ieri mattina.
Il Soccorso alpino ha accertato, grazie a un nuovo sorvolo e alle informazioni ricevute dai gestori, che nessuna persona era rimasta coinvolta dalla frana.
I primi sopralluoghi hanno confermato per la vastit dell'evento: una grossa porzione di roccia si  staccata a monte della parete Nord-Est. La zona non  nuova a fenomeni simili.
Ogni anno si registrano distacchi e frazionamenti di roccia e tutta l'area alla base dei Torrioni Sucai e la parete non  attraversata da sentieri, n viene scalata.
Il rischio, per,  stato ugualmente alto.
Ogni anno il sentiero V13, che collega Pian del Re al Quintino Sella, passando accanto al lago Fiorenza, al lago Chiaretto e sul colle di Viso, tra Monviso e Viso Mozzo, viene percorso da migliaia di alpinisti ed escursionisti.
Pietrisco e polvere sono arrivati fin l.
Se il distacco fosse avvenuto nel weekend o tra mattina e pomeriggio, le conseguenze sarebbero potute essere drammatiche.
Nella frana del dicembre 2019, i ricercatori di Arpa Piemonte avevano registrato il distacco di rocce del peso di oltre 1.000 tonnellate e delle dimensioni di 500 metri cubi, grandi quanto una casa.
d. ros. -.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il tratto interessato dal distacco fotografato dall'elicottero
