FULVIO ROMANO.
Ci sono estati che entrano nella storia: quella del 2003 - 24,7 gradi di media a Cuneo - con i suoi quaranta giorni al "calor bianco" in Europa e almeno 70 mila morti sembrava uno spartiacque.
Quella del 2022, che a Cuneo con 14,8 di media annua e l'estate a 24,4 batteva ogni record dal 1877 confermando che lo spartiacque era stato superato.
E adesso questa estate 2026 che con il primato dei primati di 25,5 estivi ci dice che non siamo in un'anomalia ma in un "nuovo regime".
I dati meteo che l'Arpa Piemonte ha registrato tra il 1 giugno e il 31 agosto 2026 a Cuneo (Camera di Commercio, 540 metri di quota), a Bra Museo Craveri (297 metri), a Mondov Istituto Agrario (422 metri) costruiscono un quadro coerente.
Tre stazioni, tre quote, tre caratteri climatici diversi, ma una sola estate: la pi calda che la Granda abbia mai conosciuto dall'inizio delle misure strumentali.
La temperatura media calcolata alla maniera ottocentesca (minima pi massima fratto due), che permette il confronto con la serie storica  stata a Cuneo di 25,2. Per comprenderne l'enormit: la media estiva del trentennio di riferimento 1961-1990 era 22,2 gradi.
L'anomalia  di tre gradi.
Tre gradi in un'estate sono la differenza tra un'estate normale e un'estate che non si era mai vista.
C' un numero che racconta questa stagione meglio di qualsiasi media: le 64 notti tropicali registrate a Cuneo tra giugno e agosto, notti in cui la temperatura minima non  scesa sotto i 20C. Sessantaquattro notti su novantadue.
Due notti su tre il capoluogo non si  rinfrescato.
Il record precedente per una singola estate non superava le trenta.
A Bra le notti tropicali sono state 54, quasi altrettante.
E' il dato che pi colpisce del Museo Craveri, una stazione a 297 metri tra le colline del Roero che per due mesi e mezzo ha condiviso con Cuneo la stessa prigione termica notturna.
Le notti tropicali non sono solo un fastidio per il sonno, sono un problema di salute pubblica.
Il corpo ha bisogno del raffreddamento notturno per recuperare dallo stress termico diurno.
Quando la notte non porta refrigerio, l'organismo accumula debito termico giorno dopo giorno.
Nel 2003 fu questo il meccanismo delle 70 mila morti europee: non le massime diurne, ma le minime notturne che non scendevano.
Se Cuneo ha patito soprattutto le notti, Bra ha subto soprattutto di giorno.
La stazione del Craveri ha registrato 36 giorni con la massima uguale o superiore ai 35. La massima assoluta dell'estate della Granda  stata di 38,5 l'8 luglio a Bra, seguita da 38,3 il 28 giugno e 38,4 il 6 agosto.
Mondov presenta a sua volta il profilo climatico pi interessante dei tre.
L'Istituto Agrario, a 422 metri nella conca monregalese,  la stazione con la maggiore escursione termica: 17,9 di media delle minime notturne, la pi bassa delle tre, e 32,1di media delle massime: ben 14,2 di escursione termica, la differenza tra massime e minime.
Insomma, notti pi fresche sulla collina monregalese, soltanto 15 notti tropicali contro le 64 di Cuneo e le 54 di Bra.
Il paradosso  che se le notti sopra i 20 sono a Mondovi soltanto 15, i giorni con le massime sopra i 33 sono ben 41, il quadruplo di Cuneo che ne registra soltanto 10. Questo profilo  la firma geografica del Monregalese, capace di raffreddarsi la notte per irraggiamento verso un cielo sgombro.
E' il clima che i viticoltori delle Langhe conoscono bene, quello che concentra gli aromi nelle uve.
Ma in un'estate come quella del 2026, quella stessa apertura che raffredda di notte porta anche le massime pi alte di giorno.
Cuneo al contrario attenua di giorno il caldo ma lo patisce la notte per un effetto "isola del calore urbano" aggravatosi negli ultimi decenni nel centro citt dove ha sede la stazione Arpa.
Il paradosso dell'estate 2026  che le piogge, pur drammaticamente sotto la media storica, non sono mancate del tutto e, quando sono arrivate, sono state violente.
I 109,9 millimetri di Cuneo tra giugno e agosto sono il 59% della media storica del trentennio 1961-1990 (185 mm). Ma l'8 agosto a Bra sono caduti 58,8 mm: pi della met del totale estivo di Cuneo in un singolo nubifragio.
Mondov, la pi siccitosa delle tre stazioni, ha totalizzato soli 69,8 mm, la met della norma storica.
E' la distribuzione tipica del regime caldo: lunghissimi periodi di siccit intervallati da eventi brevi e violenti.
Ne avremo ancora. -.
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Lo Stura in secca: un'immagine simbolo di questa estate.
il retroscena.
Il paradosso del 2026  che le piogge, pur sotto la media storica, non sono mancate.
del tutto e,quando sono arrivate,.
sono state violente
