mauro zola.
Tra i tanti interventi previsti nel Consiglio comunale aperto di luned prossimo, uno dei pi attesi  quello di Elisa Labricciosa, ambulante molto conosciuta che lavora da sedici anni al mercato cittadino. "Ma  da quando sono piccola che frequento le aree mercatali insieme ai miei genitori, un'esperienza me la sono fatta", spiega.
Cos come motiva la sua netta opposizione fin dall'inizio alla prospettiva di uno spostamento: "Quello di piazza Falcone  un percorso di vita.
Siamo delle imprese, in questi anni abbiamo coltivato la nostra attivit, impegnandoci giorno e notte, lavorando tanto per farle funzionare.
Questo in piazza Falcone avviene, le potenzialit di quella piazza ci hanno permesso nel tempo di crescere".
A preoccupare la commerciante soprattutto le reazioni dei clienti alle ipotesi di cambiamento. "Se gi ti dicono che nel nuovo posto non verranno e ti chiedono dove ti possono trovare in altri mercati, la situazione mi sembra chiara.
Dopo lo spostamento dovremo ricominciare da zero, facendo il conto non solo con il calo di fatturato ma anche con gli studi di settore.
La nuova location  peggiorativa sotto tanti aspetti, il primo dei quali sono i parcheggi, oggi la gente se non  comoda preferisce i supermercati, nessuno dei quali apre senza prima essersi garantito dei posti auto".
Per Labricciosa si tratta non soltanto di garantire la sopravvivenza della propria azienda. "Lavoriamo non solo per un utile, c' passione, ma devi pareggiare le spese.
Difficile farlo se dovremo lasciare una piazza che funziona, i nuovi parcheggi hanno dato alla clientela quella comodit che mancava.
Non tante aree mercatali sono organizzate cos bene, ne conosciamo il valore e per questo vogliamo proteggerla.
Va bene creare nuove opportunit per aree in difficolt, ma la nostra  una delle poche che non ha problemi, dovremmo cercare di potenziarla invece che eliminarla".
In Consiglio comunale sulla questione interverr anche l'architetto Luisa Bocchietto, che rimarca come il suo ordine professionale risulti per ora "non pervenuto, mentre avrebbero dovuto interpellarlo prima di dare il via al progetto". Di cui vari aspetti non sarebbero stati adeguatamente affrontati, "come quello di una viabilit compromessa e dell'inquinamento del centro.
C' tutta una sere di ragionamenti che non  stata presa in considerazione.
Il vantaggio dell'operazione non  garantito, a fronte di un danno certo che fai al mercato, alla viabilit, in termini di inquinamento e di taglio, anche se lo chiamano spostamento, dei ciliegi dei giardini".
Uno spazio che secondo Bocchietto andrebbe tutelato. "I giardini Zumaglini per i biellesi sono un luogo del cuore, vai a intaccare una realt che avrebbe bisogno di essere mantenuta e curata.
Invece una volta ne tagli un pezzo per piazza Vittorio Veneto, poi per fare spazio ai banchi del mercato.
Cos questa amministrazione si fa voler male dai cittadini, nessuno infatti  stato consultato.
Oggi non devi pi soltanto pensare al commercio, ma alla vita delle persone.
Si sta seguendo una tendenza sbagliata, citt pi attente stanno ragionando su come aumentare il verde, depavimentare, creare isole di relax, togliere le automobili, disinquinare.
La crisi del centro non pu essere risolta dai banchi del mercato, il problema  che ci sono meno residenti, quindi o riesci a fare arrivare nuovi abitanti, migliorando i collegamenti e offrendo migliori condizioni di vita o spostare il mercato non cambia nulla, non so sulla base di quali studi abbiano maturato questa convinzione". -.
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Gli ambulanti biellesi sono decisi a non abbandonare piazza Falcone per spostarsi in centro.
elisa labricciosa.
commerciante.
il colloquio.
"La nuova location.
 peggiorativa sotto tutti i punti di vista, specie per i parcheggi, oggi se la gente non  comoda preferisce.
i supermercati".
Poche aree mercatali sono organizzate bene come piazza Falcone, perci vogliamo proteggerla.
luisa bocchietto.
architetto.
I giardini per i biellesi sono un luogo del cuore, cos questa amministrazione si fa voler male.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
