Fabiana Magr.
Nel flusso di coscienza via social Truth del presidente americano Donald Trump si affastellano domande e considerazioni. "Quando il popolo iraniano si sollever e combatter?", chiede  e si chiede  poche ore dopo una nuova ondata di attacchi lanciati dagli Stati Uniti sull'Iran e la reazione militare del regime islamico contro obiettivi Usa in Kuwait, Bahrain, Kurdistan iracheno e Giordania.
Ma anche: "Ora che  sotto il controllo Usa, forse dovremmo cambiare nome a Hormuz in Stretto di Trump?". Ed  difficile, nonostante l'abitudine ormai, prendere i suoi post tanto come boutade quanto seriamente.
Il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent prevede che le interruzioni dei traffici nello Stretto di Hormuz saranno presto un ricordo, grazie all'intenzione degli Stati del Golfo di elaborare soluzioni alternative per il transito delle forniture energetiche al mercato globale.
Ma la lettura di quanto accade nella regione resta opaca, tra dichiarazioni e smentite.
Washington sostiene che luned siano transitati da Hormuz 17 milioni di barili di greggio ma i dati sul traffico navale indicano marted appena quattro navi commerciali, contro una media recente di circa tredici al giorno.
L'Arabia Saudita attribuisce esplicitamente all'Iran un attacco contro una sua petroliera che ha provocato la morte di due filippini membri dell'equipaggio.
Teheran afferma che due petroliere sono state colpite da mine mentre personale americano le guidava attraverso il corridoio marittimo che, secondo Washington, rimane aperto.
La Mezzaluna Rossa iraniana dichiara che quattro persone, tra cui un bambino, sono state uccise  e oltre 50 ferite  in un attacco statunitense durante un matrimonio nella regione meridionale di Sirik, con i media di Stato che denunciano 11 morti complessivamente negli attacchi americani, compresi quelli a Sirik. Ma il Comando Centrale Usa nega di aver preso di mira civili.
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano Mohsen Rezaei, avverte intanto gli Stati Uniti: "Presto vedrete la nuova strategia dell'Iran sul campo di battaglia, in diplomazia e nel contrasto al blocco economico".
Cos la guerra di alti e bassi torna a una fase di intensit militare crescente ma le considerazioni sui due fronti sono primariamente politiche ed economiche.
La situazione di fragilit di Teheran si  amplificata esponenzialmente mentre a Washington, l'aumento dei prezzi del carburante a ridosso della scadenza di Midterm rischia di trasformarsi in un costo elettorale per Trump. Alla Casa Bianca si punta a contenere l'escalation con l'Iran almeno fino al 3 novembre.
Ma Trump rappresenta un'incognita per il suo stesso staff.
Intanto Israele, per ora fuori dallo scambio diretto e pi concentrata su Gaza, segnala pubblicamente che se l'Iran dovesse attaccare lo Stato ebraico durante le imminenti festivit, reagirebbe "con grande forza". E registra un altro successo  dopo quello della super commessa greca  dell'industria della difesa sul mercato europeo: Berlino intende procedere all'acquisto del sistema missilistico balistico israeliano Lora, con capacit di attacco di precisione fino a 400 chilometri, per le fregate della Bundeswehr.
Secondo un'inchiesta del Financial Times, invece, la Russia avrebbe aiutato l'Iran a sviluppare missili da crociera supersonici in grado di minacciare le navi da guerra Usa in Medio Oriente. -.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
