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Il governo fallisce sulla riforma della magistratura ordinaria, quella pi ambiziosa, che voleva la separazione delle carriere e il doppio Consiglio superiore della magistratura.
Riesce, invece, a portare alle battute finali la riforma della magistratura contabile.
Resta in corso il dibattito, interno alla maggioranza, sulla questione delle intercettazioni.
Quattro anni dopo l'insediamento, la giustizia rimane uno dei temi principali per il governo Meloni.
Il bilancio, per,  costellato di annunci, strette e sconfitte.
La partita pi importante  stata quella della riforma costituzionale della giustizia, presentata dal centrodestra come una battaglia "di democrazia, per una magistratura pi autonoma e meritocratica". Simbolo del mandato del governo, Meloni era scesa in campo in prima persona con un video sui social: "Vi spiego perch votare S al referendum". Riforma bocciata: alle urne ha prevalso il No con il 53,74% dei voti.
Via libera, invece, alla riforma della Corte dei Conti.
Lo scorso 5 agosto, nonostante i numerosi appelli delle toghe, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che rivoluziona poteri e organizzazione della magistratura contabile.
Tra i punti centrali, e pi controversi, c' la seguente norma: i giudici contabili non possono esigere, come risarcimento del danno dal funzionario che ha sprecato denaro pubblico, pi del 30%. Per le toghe, la riforma  un "attacco all'indipendenza dei magistrati che svolgono indagini su sperperi e malaffare". Prima dell'estate, sul tema giustizia, il lungo braccio di ferro, tutto interno alla maggioranza, tra Forza Italia decisa a portare avanti alcune battaglie storiche e a segnare un "cambio di passo" e Fratelli d'Italia pronta a frenare gran parte delle proposte.
Al centro della querelle la questione intercettazioni e prescrizione.
Tutti temi ancora in discussione.
Nel 2024, invece, la Camera dei deputati approva in via definitiva il disegno di legge del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che, tra le altre cose, dispone l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, modifiche al sistema delle intercettazioni (con la tutela stretta dei terzi non indagati), l'interrogatorio da parte del pm prima di un arresto.
Sullo sfondo, in questi anni, resta lo scontro aspro tra governo e toghe caratterizzato da attacchi e critiche senza confini. -.
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