Michela tamburrino.
roma.
Senza voler scomodare Don Basilio del Barbiere di Siviglia e sostituendo le chiacchiere alle calunnie, si potrebbe dire che un venticello bello forte ha colto Enrico Mentana trasportandolo lontano dai Telegiornali de La7 per condurlo nei pressi di quelli Mediaset. Mentana  un uomo di grande avvedutezza e di gran talento giornalistico.
Da anni i social rimandano, a torto o a ragione, notizie di un suo malessere a sentirsi in un gruppo di lavoro mono-orientato che oramai gli starebbe stretto.
Al Festival della tv di Dogliani parl della tv di Cairo come di una rete "anti-Meloni" tout court e la defin "la nuova Rai3", arrivando a sostenere che tutti i programmi de La7 sono contro il governo.
Non sentirsi pi a suo agio in una televisione che non rispettava appieno il suo modo di vedere era oramai chiaro al mondo intero.
Dunque anche a chi ha corteggiato per anni il possibile figliol prodigo.
Queste uscite infatti sono molto piaciute in casa Mediaset che si sarebbe fatta aventi allo scopo di perfezionare l'operazione restyling iniziata col botto grazie all'ingresso di Bianca Berlinguer.
Ed  proprio alla corte del fu Biscione che si sarebbe alimentata l'idea di strappare Mentana alla concorrenza per farne il direttore di tutte le News, addirittura un passo sopra al direttore generale dell'informazione Mediaset, Mauro Crippa.
Quest'ultimo molto amato in azienda ma in uscita per questioni anagrafiche e dunque, consenziente.
A Mentana in tanti avevano pensato e sarebbe strano il contrario.
Per lui si ipotizzava una rete all news che per non avrebbe avuto spazi grazie alle altre tre che ci sono e non fanno ascolti pazzeschi.
Dunque di suo arrivo a Sky sempre in qualit di capo delle news e infine Mediaset, un ritorno a casa in un certo senso.
I giovani Berlusconi sognano una tv pi liberal e meno populista, pi Berlinguer e meno Giordano-del Debbio, meno urli e pi savoir faire.
I populismi sono certamente ascensori privilegiati del consenso ma non soddisfano appieno tutto quello che Pier Silvio e Marina Berlusconi vedono per la loro tv ideale, una tv pi accattivante per il ceto medio, sempre riferendosi alle news e agli approfondimenti di carattere politico e non ai programmi di intrattenimento che sono altra cosa.
Per essere chiari, un lavoro di internazionalizzazione con un approccio laico al giornalismo che  esattamente nelle corde del giornalista.
Una tv non troppo schierata a senso unico.
Mentana risponderebbe perfettamente all'identikit.
Raggiunto al telefono, molto cortesemente come  suo costume, risponde ma nega un qualsiasi coinvolgimento nella manovra, come se giustamente dovesse arrivare quasi a sua insaputa. "Sono al lavoro per preparare il telegiornale de La7, dunque sono qui.
E questi non sono argomenti di cui si parla cos tanto per conversare". Saluti e punto. -.
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il retroscena.
Enrico Mentana.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
