ROBERTO BELLUCO.
CHTILLON.
E' stato pubblicato il libro "d:cult immagina Chtillon. 13 novelle al Castello di Ussel". Edito da Sagep, illustrato dagli artisti di The Genoeser e curato dai docenti del corso d:cult Giacomo Montanari e Margherita Orsero,  il frutto del lavoro svolto nel 2025 dai 15 partecipanti al laboratorio intensivo che si  tenuto a Chtillon.
d:cult  un corso di divulgazione scientifica del patrimonio culturale promosso da Ianua, la Scuola superiore dell'Universit di Genova.
E' un percorso di alta formazione rivolto a giovani laureati e neolaureati per formarli come professionisti della divulgazione del patrimonio storico e artistico, capaci di rivolgersi a un pubblico eterogeneo.
Nasce dall'esperienza maturata dall'ateneo genovese in oltre quarant'anni di studi scientifici sui Palazzi dei Rolli e, pi di recente, nei dieci anni di attivit dei Rolli Days, che hanno trasformato la ricerca sul patrimonio culturale in un'esperienza di divulgazione rivolta al grande pubblico.
Il territorio valdostano, le sue tradizioni e la sua storia sono diventati un laboratorio diffuso e le suggestioni sono state trasportate su carta immaginando una Valle d'Aosta medievale.
L'obiettivo era preciso e ambizioso: studiare possibili modalit di valorizzazione e nuove destinazioni d'uso per il castello di Ussel.
Il maniero  stato scelto anche per una sua caratteristica particolare, dettata dal restauro degli anni Novanta: la conservazione del carattere di rovina, con gli ambienti comunicanti ma di fatto vuoti.
Proprio il "vuoto"  diventato cos il punto di partenza per il lavoro del laboratorio.
La mancanza di tracce del passato l'ha slegato dal contesto storico, offrendo la possibilit di immaginare nuove funzioni del castello, facendolo diventare un luogo capace di generare processi culturali e di coinvolgere chi vive il territorio: "Il castello di Ussel  dice Carla Rore, assessore comunale al Turismo   un punto di riferimento sia per il nostro paese sia per la Valle d'Aosta.
L'esperienza di d:cult  stata sicuramente positiva e di ispirazione.
Purtroppo oggi i cantieri sono ancora aperti, ma l'intenzione  di valorizzarlo sia come percorsi da fare a piedi sia con mostre temporanee.
Altro progetto  la realt virtuale che potrebbe raccontare il castello nel periodo medievale".
Il laboratorio non si  per concentrato soltanto sul maniero di Ussel, ma  stato pensato come un'immersione nel territorio valdostano, attraverso esperienze anche molto diverse tra loro.
Gli studenti hanno intrapreso un viaggio, tenendo un diario dove hanno annotato le loro suggestioni, come moderni pellegrini.
Ad Aosta hanno vissuto il quartiere Cogne sperimentando la rigenerazione urbana del progetto Bocciofila.
Sono poi passati al bosco di Laves, alla palestra di roccia di Vollein e al castello di Cly facendo esperienze di teatro, musica, danza e arrampicata. -.
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Il castello di Ussel.
IL CASO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
