Enrico Martinet.
saint-marcel.
I prati vicino a casa e il mondo, i giochi e i dispetti tra bimbi e le grandi battaglie per i diritti, la giustizia, i migranti, la pace.
Evocazione, preghiera laica per la morte a 38 anni di Alex Ammendolia nel parco di St-Marcel, nello spiazzo con gli spalti a semicerchio, le altalene e i giochi dei bimbi.
La gente non si conta,  una folla di mille colori per ricordare l'uomo che ha girato il mondo invocando giustizia, che ha accolto, ascoltato oppressi e umili, ha brandito bandiere, incoraggiato i vinti, guidato manifestazioni.
Rito civile che ha il senso di un dolore profondo per Alex, definito "come fosse cento in uno". La sua bara  sotto il chiosco in mezzo al parco, coperta da un grande cuscino di fiori, di fronte a quel piccolo piccolo teatro a cielo aperto in cui si avvicendano le decine di voci che ricordano Alex.
La prima  quella del sindaco Gianni Champion che fa una sottolineatura: "Ci vuole rispetto per la vita e altrettanto per la morte ed  per questo che non la definir assurda". Era aggettivo che rischiava di essere usato perch Alex Ammendolia  morto per la puntura di una vespa mentre era in montagna nel Cuneese: gli ha provocato uno choc anafilattico.
E c' una giovane donna che ricorda il giorno del suo matrimonio: "Anche allora eri stato punto a un piede.
Eri venuto vestito con un completo ma avevi i sandali.
Io parler di te a nostro figlio.
Sai Alex, ti riusciva tutto bene anche fare il matto, come avevi fatto a teatro.
E imitavi le donne nigeriane che gridavano sul tram, facevi la gallina".
Ci sono africani, sudamericani, mediorientali.
Si avvicendano a quel microfono.
Non c' bisogno di nomi ma di voci che lo ricordano "anima del mondo, modello da seguire". E c' chi quasi grida in quel microfono per dire: "Riempiamo il vuoto che la tua morte lascia nel mondo e impegniamoci per la giustizia sociale". Viveva al quartiere Vanchiglia di Torino dove ci sar un altro ricordo pubblico per Alex Ammendolia come cooperativa Babel. Questo "combattente per la libert distruggeva confini e creava ponti" dice una voce.
La "generosit verso gli altri" ricordata dal sindaco emerge in ogni parola, in aneddoti, perfino nelle lacrime che sovente interrompono le parole, ma sono come anelli di una vita condivisa, amata.
C' un credo politico e sociale che va oltre ogni parte, ogni ideologia, votato all'uguaglianza, alle lotte per diritti negati, perfino ignorati.
Ecco chi ricorda con la voce rotta dalla commozione di aver conosciuto Alex "quando ero un bambino appena arrivato in questo paese".
La sorella Giulia che trattiene a stento le lacrime dice "per favore dammi forza, stammi accanto". Perch "eri il mio secondo pap, la mia bussola morale, eri fondamentale per me e ne eri consapevole". E si domanda "non so come si pu fare senza di te", poi assicura: "Mi ispirer sempre a te, lotter contro le ingiustizie, sar la tua combattente, lotta collettiva e amore". Chiara, l'altra sorella dice che non ha preparato nulla, che non poteva.
Le sue sono parole e lacrime: "Speciale sei stato.
Federico  ancora piccolo ma prender esempio da te, giocheremo a fare la battaglia dei cuscini come facevi tu con lui".
C' chi ricorda "la nostra lotta per la Palestina, ma tu non hai mai perso il senso umano delle cose". Poi voci rapide alternate a leggere il come poteva essere paragonato Alex: "Come un passo di flamenco; come voce che sovrasta l'ingiustizia; come quando crescendo inizi a vedere meglio; come sulla bici in velocit e salutarti". La lettura dei versi di un poeta palestinese intitolata "Una candela in mezzo al buio", poi il lungo applauso, i pugni chiusi in alto e il canto corale "Bella ciao". -.
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il reportage.
L'arrivo del feretro al parco di Saint-Marcel foto lapo.
Uno strisciole srotolato durante la cerimonia laica.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
