elisa sola.
torino.
Non esiste una scelta alternativa per tutelare altre ipotetiche vittime.
E per evitare il secondo, grande rischio di una vicenda che pu degenerare ancora: la fuga dell'autore del reato. "Rischio di reiterazione" e "pericolo di fuga" sono i motivi per cui la procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, ha fatto appello al tribunale del Riesame per ribadire quanto aveva gi chiesto al gip luned, dopo il fermo.
Il carcere come unica misura di custodia cautelare possibile per l'uomo di 42 anni accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una tredicenne.
Una ragazzina che verso mezzogiorno del 28 agosto  entrata nel minimarket di Torino dove l'indagato lavorava per comprare tre succhi di frutta.
Uscita in lacrime dalla bottega, sotto choc.
Il commesso  stato scarcerato luned. Il fatto che fosse incensurato, la "collaborazione" nelle indagini e la dimostrazione di una certa "resipiscenza" sono tra i motivi che hanno spinto il gip a stabilire la sua liberazione con l'applicazione dell'obbligo di firma. "Mi dispiace, non far mai pi nulla del genere" aveva detto l'uomo, fermato 48 ore prima dalla polizia, durante l'udienza di convalida. "Mi avvalgo della facolt di non rispondere", la scelta difensiva concordata con l'avvocata Francesca D'Urzo.
La procura aveva chiesto il carcere, con motivazioni che ora sintetizza nuovamente nel ricorso al tribunale della Libert. L'uomo, accusato di violenza sessuale aggravata dal fatto che ha abusanto "delle condizioni di inferiorit fisica e psichica" di una minorenne, sarebbe privo della capacit di contenersi.
Sul fatto denunciato dalla ragazzina non vi sarebbero dubbi, per questo "sussistono gravi indizi di colpevolezza" nei suoi confronti.
La denuncia della tredicenne "corrisponde al vero" secondo i pm, che hanno visto la scena nel filmato delle telecamere interne sequestrate.
Si vede chiaramente anche un secondo abuso, commesso 40 minuti prima dallo stesso uomo nei confronti di un'altra cliente, adulta, non ancora identificata.
Ecco perch, secondo la procura, "vi  il concreto pericolo che l'arrestato, se rimesso in libert, commetta altri delitti della stessa specie di quello per cui si procede". "La gravit del fatto commesso - era quanto scritto dai pm nella richiesta di applicazione di custodia cautelare in carcere - la circostanza che poco prima della consumazione di esso l'indagato abbia compiuto, come risulta dai filmati, un'analoga violenza sessuale e il fatto, come risulta dalle dichiarazioni della vittima, che l'indagato abbia agito nella piena consapevolezza anche del fatto che ella aveva tredici anni, sono circostanze che dimostrano la propensione dell'indagato a compiere atti sessuali in danno di terze persone, sicch  chiaro che egli, se libero, compirebbe altre condotte di reato analoghe a quella descritta in imputazione".
Sarebbe il profilo di un seriale.
Gli investigatori sospettano che nel quartiere potrebbero vivere altre donne che forse hanno subito molestie.
I poliziotti stanno cercando testimoni.
Ieri gli agenti dell'amministrativa hanno chiuso il minimarket. "Accertamenti in corso", conferma il questore Massimo Gambino.
Formalmente non esiste un legame tra la serrata e l'inchiesta, ma chi indaga sa bene che quest'uomo, adesso, rischia la vita.
Due sere fa il commerciante del minimarket vicino, Jalal Uddin, ha subito un tentativo di spedizione punitiva: "Sono entrati in dodici, erano le 22. Erano giovani, tutti zitti, minacciosi.
Mi hanno detto sappiamo chi sei, tu sei l'uomo finito sui giornali". Non  stato picchiato solo perch  riuscito a convincere il branco che si stavano confondendo.
"Pedofilo infame", la scritta comparsa sulla saracinesca di quello che a Borgo Vittoria, quartiere operaio della periferia Nord della citt, chiamano "minimarket della vergogna".
L'indagato rischia di essere assalito dal branco, se qualcuno lo trover. Ma c' anche il rischio che si sottragga al processo.
Ne  convinta la procura, che al Riesame ribadisce: "Sussiste il concreto pericolo di fuga".
E' un uomo che potrebbe scappare perch, secondo gli inquirenti,  "un cittadino extracomunitario senza fissa dimora e stabile attivit lavorativa in Italia". Non solo.
Non avrebbe "legami affettivi o sociali radicati nello Stato di intensit tale da essere un freno psicologico all'idea della fuga". La moglie  in Bangladesh. Un luogo che, secondo i pm, ora  "un concreto e raggiungibile rifugio". -.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il negozio.
"Pedofilo infame.
in mano.
al popolo".
 la scritta fatta con vernice spray sulle serrande abbassate del minimarket.
di Torino.
in cui la ragazzina.
 stata aggredita.
A destra una manifesta-.
zione contro.
la violenza sulle donne.
Jalal Uddin.
commerciante del quartiere.
Sono entrati in dodici, erano giovani e minacciosi.
Mi hanno detto: sappiamo chi sei.
Ma non sono io.
LaPresse.
ansa.
Si cercano testimoni.
di altri episodi.
"L'indagato potrebbe scappare in Bangladesh".
Chiuso il minimarket.
Intimidazioni.
al commerciante dell'esercizio accanto.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
