alessandro barbera.
Se Giorgia Meloni realizzer il record di durata a Palazzo Chigi dal Dopoguerra,  perch aveva chiaro chi sarebbero stati i suoi migliori alleati: gli acquirenti del debito pubblico.
Per riassumere in poche righe quattro anni di governo dell'economia, occorre partire da qui, e dalla cerimonia del campanello con l'ultimo predecessore Mario Draghi.
Allora l'economia italiana godeva ancora della spinta post-pandemica, e di sostegni in deficit senza precedenti nella storia recente.
Le uniche due riforme rilevanti del governo Meloni - piacciano o meno - sono servite a smantellare due costosissime misure volute dai due governi Conte, prima e dopo la pandemia: il reddito di cittadinanza e i superbonus edilizi.
Senza di esse, i risultati ottenuti nel contenimento della spesa non sarebbero stati raggiunti.
L'Italia  a un passo dal fatidico tre per cento imposto dalle regole europee, e le agenzie di rating glielo hanno riconosciuto: non  banale per chi deve pagare un mutuo, o ha bisogno di prestiti per investire.
Meloni pu rivendicare una forbice coi titoli tedeschi in sostanziale calo da tre anni, purch non si dimentichi che nel frattempo il governo di Berlino ha iniziato a spendere come non accadeva dal Dopoguerra e i rendimenti dei Bund sono saliti come non accadeva dall'ultima crisi finanziaria europea del 2011. In questi anni l'occupazione  andata molto bene, salvo dover constatare che i salari sono continuati a salire meno dell'inflazione.
In questi quattro anni l'Italia  cresciuta, ma sempre troppo poco: da tre anni l'aumento del Pil su base trimestrale oscilla fra -0,2 per cento e +0,3. Si dir: Germania e Francia non hanno fatto molto meglio, la Spagna invece s, a un ritmo quadruplo del nostro.
Meloni ha dalla sua due attenuanti e una colpa.
Le attenuanti: le conseguenze delle guerre in Ucraina e a Hormuz, due sciagure per un Paese (che era e rimane) dipendente dall'importazione di gas, e con le bollette energetiche (che erano e rimangono) fra le pi alte d'Europa.
La colpa: non aver saputo sfruttare fino in fondo l'occasione del Recovery Plan per risolvere anzitutto quest'ultimo problema, uno dei peggiori gap competitivi dell'industria italiana.
E resta una domanda di fondo: che sarebbe accaduto in questi quattro anni senza la pi massiccia iniezione di soldi pubblici dalla fine della seconda guerra mondiale? -.
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