stefano priarone.
Gino Vercelli  un benemerito degli appassionati locali di fumetti.
Spesso nelle fiere i comics sono minoritari e il focus  su altro (cosplayer, youtuber, TikToker), ma a rappresentare degnamente il settore c' sempre lui.
Il disegnatore astigiano di lungo corso (specie per le testate della Bonelli, come Martin Mystre e Nathan Never) non si perde una manifestazione "fumettosa" della zona: quest'anno  stato a Casale Comics, a Villain Comics a Rossiglione, sabato 29 agosto a Cortemilia Comics & Games e sar anche alla prossima edizione di AleComics, che sabato e domenica animer la Cittadella in Alessandria con i suoi nuovi libri a fumetti e i pi recenti lavori ispirati alla Pop Art. "Mi piace incontrare i lettori e far conoscere i miei nuovi volumi  dice . Ad AleComics, poi, sono di casa".
Negli ultimi anni sta pubblicando suoi volumi, riproponendo storie vecchie di vari generi (giallo, fantascienza, horror, western), a volte rielaborandole e creando cos nuove vicende. "Ho approfittato della possibilit di stamparsi in proprio  spiega . Da una parte c' il piacere di vedere se le vecchie storie funzionano ancora, dall'altra mi diverto a usare tavole (le pagine dei fumetti, ndr), magari da storie diverse, mettendole assieme, creando cos una storia nuova.
E' cos, ad esempio, che  nato il volume "L'uomo del West", mi faccio aiutare da sceneggiatori, come l'alessandrino Walter Riccio, ma per loro non  facile mettere i balloon sulle tavole gi disegnate".
Per anni  stato il cosiddetto "metodo Marvel": Stan Lee non scriveva una sceneggiatura completa, ma dava al disegnatore solo un'idea di massima e inseriva dialoghi e didascalie sulle tavole. "Esattamente  continua Vercelli . Io per avevo in mente il mio maestro, Alfredo Castelli, creatore di Martin Mystre, grandissimo sceneggiatore e grandissima persona.
Sono cresciuto con le sue storie, in primis del Corriere dei Ragazzi: quando nel 1986 l'allora direttore generale della Bonelli, Decio Canzio, mi ha fissato un appuntamento con lui a Milano ero molto emozionato, incontravo un mito della mia infanzia.
Ma la grandezza di Alfredo era anche quella di saperti mettere sempre a tuo agio come se lo conoscessi da sempre, non si prendeva mai sul serio.
La mia prima storia, per lo spinoff di Martin Mystre "Zona X", era sceneggiata da Sauro Pennacchioli, poi per sono passato su Martin Mystre e cos ho sperimentato il metodo Castelli". Metodo che a volte lo accomunava a Stan Lee. "Alfredo era geniale e spesso andava a braccio: se non aveva il finale, prendeva magari tavole gi disegnate, non in sequenza, cambiava i testi e lo otteneva.
A volte, per ottodieci tavole, ti diceva "fai tu". E' successo con l'avventura ambientata a Torino, uscita nel 1993 e che mi ha fatto molto piacere disegnarla, perch amo molto la citt, e mi aveva fatto i complimenti".
Adesso i teamup (alleanze), tipici dei supereroi, sono comuni anche per la Bonelli, ma Vercelli nel 1996 e nel Duemila, quando erano rarissimi, ha disegnato due speciali con Martin Mystre e Nathan Never. "Mi sono davvero divertito  racconta . Il primo era su soggetto, al solito geniale, di Castelli e sceneggiatura di Antonio Serra, cocreatore di Nathan Never con Michele Medda e Bepi Vigna, il secondo era scritto da Vincenzo Beretta, sceneggiatore poco prolifico ma davvero bravo".
Da alcuni anni Vercelli realizza anche quadri, in stile Pop Art, con personaggi dei comics: "E' un nuovo percorso, che mi sta dando molte soddisfazioni.
Mi ha ispirato la Pop Art di Mimmo Rotella: sono finalmente riuscito a unire le mie passioni, pittura e fumetto, porter alcune opere ad AleComics". -.
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L'avventura in "team up" di Martin Mystre e Nathan Never in una celebre tavola disegnata dal fumettista astigiano Gino Vercelli.
Era il 1996 e mi sono.
davvero divertito.
Il soggetto era di Alfredo Castelli che  stato mio maestro.
gino vercelli.
fumettista.
e artista.
il colloquio.
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