Venezia.
"Il giornalismo  una grande parte della nostra vita". Il regista premio Oscar Danny Boyle  nato a Manchester nel 1956 ed  quindi naturale che condivida l'entusiasmo per l'epoca d'oro della carta stampata: "Sono molto dispiaciuto per questa progressiva scomparsa, il giornalismo  una delle principali forme di espressione di qualsiasi civilt". Il suo film Ink, che ieri ha aperto la Mostra e punta alla rosa dei premiati,  una cavalcata appassionante, irriverente, adrenalinica, nell'avventura del tabloid The Sun, ad opera del magnate Rupert Murdoch (Guy Pearce) e del cronista Larry Lamb (Jack O'Connell): Oggi  dice Boyle  i dirigenti dell'high tech, con l'aiuto dell'AI, pensano che qualsiasi giornalista possa essere sostituito e silenziato, a loro non servono menti indipendenti, la tendenza  molto pericolosa".
Perch ha deciso di raccontare questa storia?
"Lo spettacolo teatrale di James Graham, che firma la sceneggiatura del film, mi aveva molto colpito perch andava oltre la mitologia sul personaggio Murdoch. Per me, comunque, il cuore della storia  Lamb, il direttore del Sun, un vero outsider, con un forte desiderio di rivalsa nei confronti dell'establishment, sensazione che conosco bene".
Una delle ragioni di fascino del film  che descrive un'epoca in via di sparizione.
"S, posso raccontare, a questo proposito, un aneddoto un po' triste.
Siamo stati molto fortunati a girare in una delle poche tipografie rimaste nel Regno Unito.
Avremmo dovuto tornarci, perch avevamo bisogno di riprese aggiuntive, ma ci hanno chiamato per dirci che q stava chiudendo".
Rupert Murdoch ha 95 anni e oggi  molto diverso dal giovane imprenditore australiano che aveva scommesso tutto su The Sun. Che ne pensa?
"All'inizio era molto simpatico, non era affatto un mostro, cercava di farsi strada in una cultura britannica generalmente molto anti-australiana, era un ribelle ed era quindi possibile identificarsi con le sue idee.
Adesso sta usando le stesse armi che, a suo tempo, erano state usate contro di lui, ma demonizzarlo sarebbe troppo semplice.
Dobbiamo continuare a interrogarci sul ruolo che giochiamo noi, giornalisti, registi, opinione pubblica, per cercare di salvaguardare gli spazi di libert".
The Sun era molto simile a quello che oggi sono i social. E' d'accordo?
"In effetti  cos, l'idea di partenza era aggiungere un po' di divertimento all'informazione, giocare con il senso dell'umorismo, spingere la gente a rilassarsi, ma poi, gradualmente, tutto questo si  perso.
Come se si fosse, piuttosto, affermata una tendenza a non confrontarsi pi con la verit delle cose e delle relazioni.
Si parla tanto di Facebook come se fosse una sorta di grande famiglia globale, in realt  un modo per allontanarti dalla gente vera che ti circonda, dalle tue reali radici, dalla comunit. Finisci per credere pi a Facebook che a quello che davvero ti succede intorno ".
Nel finale di Ink Murdoch si confronta con l'arrivo della tv. Come si  evoluto il rapporto tra video e carta stampata?
"Sulle prime la tv era il nemico, poi, a poco a poco,  diventata qualcosa da sostenere e promuovere.
Era un ragionamento molto scaltro, come se ci si volesse avvicinare al mezzo e poi, in effetti, trasformarsi in esso.
Una cosa pericolosa, perch lo schermo  frutto della collaborazione di tante persone, invece il giornalismo, un articolo,  invece, sempre, prima di tutto, il prodotto di una mente.
Per questo oggi i giornalisti indipendenti, cos come il cinema indipendente, sono a rischio".
Ha girato film su argomenti diversissimi, con stili differenti.
Cosa significa per lei fare questo mestiere?
"Mi sento un privilegiato, perch sono riuscito restare a galla, per molto tempo.
La mia idea guida  che ogni successo vada usato per fare qualcosa di nuovo, e poi mi piace scegliere storie che hanno difficolt ad essere raccontate".
Pensa che Murdoch vedr Ink?
"So che ha visto due volte lo spettacolo in teatro e gli  anche piaciuto molto". f. cap.-.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Danny Boyle.
L'idea di partenza.
del suo "Sun".
era aggiungere.
divertimento all'informazione, ma poi questo si  perso.
Somigliava un po'.
ai social, di cui oggi.
si parla come.
di una comunit.
ma che in realt ci allontanano dagli altri.
l'intervista.
Guy Pearce (Murdoch) e Jack O'Connell (Lamb) in "Ink" di Boyle.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
