Valter Lavitola, faccendiere accusato di essere il mandante dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, pare sia stato aggredito in carcere a Rebibbia.
Lo racconta ai magistrati Pellegrino D'Avino, uno dei leader del commando assoldato per piazzare la bomba davanti alla casa dell'ex conduttore di Report. "Lavitola  stato schiaffeggiato durante l'ora d'aria", si legge nel verbale dell'interrogatorio del 27 agosto.
Agli inquirenti, D'Avino spiega anche di essere stato avvicinato da alcuni detenuti e minacciato perch non rispondesse alle domande dei magistrati.
Fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria smentiscono l'aggressione, mentre, a quanto si apprende, dal carcere starebbero preparando una relazione da inviare al Dap.
I legali di Lavitola, gli avvocati Sergio e Arturo Cola, hanno contattato il loro assistito: "Dice di star bene e di non avere segni di percosse". I penalisti chiedono alla procura chiarimenti "sull'esistenza e il contenuto della nota della polizia penitenziaria" in merito all'accaduto.
Poi chiedono la scarcerazione del faccendiere, detenuto "in un reparto di alta sicurezza con soggetti accusati o condannati per mafia". Gli avvocati sostengono che i "tempi di fissazione del Riesame" non sia stati rispettati.
L'udienza  prevista per luned 7 settembre: "In quella sede riproporremo la questione della scarcerazione di Lavitola.
In caso di rigetto faremo ricorso in Cassazione". i.fam. -.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
