Francesca Paci.
Quando il 3 novembre 2022 Giorgia Meloni atterra a Bruxelles per il suo debutto in trasferta da premier, l'accolgono l'entusiasmo dei Paesi pi euroscettici, Ungheria in testa, e la preoccupazione degli altri per il potenziamento dell'asse sovranista.
Passano pochi giorni e il primo frontale con la Francia di Macron sulla gestione dei migranti, da Parigi definita "inaccettabile", anticipa una navigazione difficile.
Invece meno di un anno dopo, l'incontro con Joe Biden sigilla una relazione politica che, con una virata niente affatto scontata per gli eredi dell'anti-americanismo della destra di Colle Oppio, fa dell'alleanza atlantica il perno della politica estera.
Paradossalmente, gli Stati Uniti democratici avvicinano all'Europa la temuta leader populista italiana, abilmente oscillante tra l'accettare il vincolo esterno fin dove necessario, come nella tenuta dei conti, e stressare quello identitario fin dove possibile (l'italianit vs i migranti). Cos, dopo l'invasione russa dell'Ucraina, Roma si conferma atlanticamente al fianco di Kiev con un impegno militare che mantiene, seppure, con cautela crescente, lo chiami adesso "aiuto" per non agitare i putiniani di lotta e di governo.
Poi, a fine 2024, l'equilibrio crolla: Donald Trump torna alla Casa Bianca e la convergenza ideologica muta in richiamo della foresta.
Convinta di un rapporto personale con il presidente MAGA che per ringraziarla di averlo candidato al Nobel per la Pace non le sconter mezzo dei dazi capestro imposti all'Ue, Meloni non critica il tycoon neppure quando il sostegno cieco a Israele e gli appetiti sulla ricostruzione di Gaza aprono un vulnus trasversale in Italia, neppure di fronte all'assalto al Venezuela, neppure quando lui, offeso per il no alle basi italiane nella guerra contro l'Iran, ne irride l'ambizione a una foto insieme.
E' la Meloni del sostegno elettorale a Viktor Orban, dello scudo al diritto di veto, della sfida al socialista Pedro Sanchez che pure, a bordo della medesima fragile barca europea, l'aveva difesa contro il bullismo di Trump.
"E' finita la pacchia" ripeteva la futura premier, avvisando Bruxelles che, se eletta, avrebbe anteposto gli interessi nazionali a quelli Ue.
Quattro anni dopo, nello tsunami dell'ordine liberal-democratico, la "pacchia" si  rivelata una scialuppa di salvataggio anche per l'Italia di Meloni. -.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
