La superiorit di Tadej Pogacar non lascia spazio a grandi sorprese in questa edizione del Tour de France, ma la sedicesima tappa con l'arrivo sul mitico Mont Ventoux ha mantenuto le promesse di spettacolo.
La Francia ha avuto finalmente il suo giorno di gloria grazie a Valentin Paret-Peintre, che si  preso la prima vittoria francese nella corsa 2025 proprio sul traguardo pi iconico, dopo 15 km di salita tra migliaia di tifosi assiepati su ogni singolo metro.
Il corridore della Soudal Quick-Step ha preceduto sul traguardo l'ex maglia gialla Ben Healy e il colombiano Santiago Buitrago.
Show nello show, il duello tra Pogacar e Jonas Vingegaard, col danese che ha cercato pi volte di attaccare sulle rampe, ma il leader della corsa non ha ceduto un metro e anzi ha contrattaccato sull'ultimo strappo, precedendolo al quinto posto, con due secondi di vantaggio.
Lo scenario in classifica.
<MC>A cinque tappe dalla conclusione della Grande Boucle - assorbita anche la notizia del ritiro di un altro protagonista Mathieu van der Poel, colpito da una polmonite -, Pogacar pu contare su quattro minuti e 15 secondi di distacco dal danese, il quale nonostante il costante aiuto dei diversi compagni di squadra della Visma non ha mai dato l'impressione di poter cambiare, almeno per ora, le sorti della corsa.
Il Monte Calvo, uno dei monumenti del Tour de France, con le sue pendenze, il caldo e il vento incessante,  stato spesso teatro di grandi trionfi ma anche di drammi, come la morte di Tom Simpson nel 1967. Stavolta non  risultato decisivo, per la tappa di 171 chilometri da Montpellier rester cerchiata di rosso nella storia di questa edizione.
<MC>La frazione.
<MC>La prima parte, pianeggiante, ha visto il gruppo filare a oltre 50 all'ora, finch un plotone di 30 corridori ha preso l'iniziativa, staccando il gruppo di diversi minuti.
All'attacco del Ventoux, ne era rimasta solo una manciata e lo spagnolo Enric Mas ha provato l'azione solitaria, ma a 5km dal traguardo  stato raggiunto da Healy e Paret-Peintre, quindi anche da Buitrago e dal belga van Wilder. Nel combattuto finale, il guizzo vincente  stato del francese, che si aggiunge cos a miti del passato come Raymond Poulidor, Bernard Thvenet e Richard Virenque. "Ero sul punto di arrendermi, Healy stava andando fortissimo, ma mi sono detto: dai,  il Tour de France, il Mont Ventoux - ha detto Paret-Peintre alla fine -. Sapevo che se avessi resistito, l'ultimo tratto sarebbe stato pi adatto a me che a lui, perch  davvero ripido.
Si  rivelata la tattica perfetta". Poco dietro, a soli 43" dopo aver guadagnato in salita quasi tre minuti, sono arrivati Pogacar e Vingegaard. "Lui ha attaccato molte volte, ma io ho solo cercato di tenergli la ruota - ha detto lo sloveno del danese -. Non volevo spingere troppo per poi lasciarmi prendere in contropiede.
Ho mantenuto il mio ritmo il pi possibile". Oggi niente montagne, perch la 17/a tappa sembra adatta ai velocisti, un'altra occasione buona per la maglia verde Jonathan Milan, arrivato ieri con 28' di ritardo dal.
vincitore ma oggi pronto al riscatto in una frazione decisamente pi alla portata. -
