Ivrea.
Gabriele Zampieri, 19 anni, di Ivrea, ha raggiunto il 100 alla maturit, acquisendo il titolo italiano e francese con il programma Esabac. Dopo aver completato l'indirizzo economico-sociale al liceo Gramsci, si prepara per un futuro negli organismi internazionali.
Come si sente dopo il risultato ottenuto?
"Provo un mix di gratitudine e consapevolezza.
E' stato un percorso intenso, ricco di studio, ma anche di domande scomode: chi sono, dove voglio andare, cosa significhi davvero "riuscire" in un sistema che valorizza numeri e prestazioni.
Il 100  un traguardo importante, ma per me rappresenta un punto di partenza.
E' il risultato di tanta fatica, ma anche del sostegno profondo delle persone che mi sono state accanto".
Ha le idee chiare sul futuro?
"A settembre mi trasferir a Milano per studiare Relazioni internazionali e istituzioni europee alla Statale.
Mi chiedo sempre come si possono cambiare davvero le cose.
Un giorno mi piacerebbe ricoprire un ruolo importante in un'organizzazione internazionale, come l'Onu, per incidere l dove le cose si cambiano davvero.
Non credo nella retorica del successo personale, preferisco mettere la mia voce al servizio di qualcosa di grande.
Sogno un mondo pi equo, dove non siano sempre gli stessi a pagare.
Tra assemblee, libri e metamorfosi interiori, ho capito che studiare pu gi essere un atto politico".
Come giudica il percorso fatto finora?
"Dopo il primo quadrimestre di prima a Scienze umane, ho scelto di cambiare e passare all'opzione economico-sociale Esabac, ovvero con doppio diploma italo-francese.
Il percorso che ho intrapreso mi ha fornito strumenti solidi per interpretare il mondo e metterlo in discussione.
L'esperienza Transalp, un mese in Francia nel quarto anno,  stata fondamentale.
Sentire ogni giorno un'altra lingua ha allargato il mio sguardo.
Ovviamente non tutto  stato perfetto.
A tratti ho avvertito con forza il bisogno di un approccio pi critico, meno nozionistico.
Ma forse  inevitabile: la scuola riflette il mondo.
Alla fine, per, rifarei questa scelta".
L'utilit dell'esame di maturit  stata messa in discussione dagli studenti quest'anno, cosa ne pensa?
"Credo che l'esame racconti solo una piccola parte di ci che uno studente  e sa.
Misura la capacit di gestire l'ansia, adattarsi alle aspettative, organizzare informazioni, ma tralascia il pensiero critico, le competenze relazionali e la crescita personale.
E' un rito simbolico, ma sul piano pratico lascia fuori troppe cose: chi ha faticato di pi, chi non parte dalle stesse condizioni, chi ha vissuto la scuola non come luogo di espressione, ma come sopravvivenza quotidiana.
Nel mio caso  andata bene.
Ma il 100 non dice tutto di me o di chi, con la stessa fatica, ha preso 80. Se potessi, cambierei il senso stesso dell'esame: non una vetta da scalare per dimostrare quanto si vale, ma un momento di riflessione su chi si  diventati e su quale visione del futuro ci portiamo dentro.
Sono convinto che l'educazione non debba classificare, ma emancipare.
E un sistema giusto non dovrebbe valutare soltanto un risultato, ma tutto il percorso che l'ha generato".
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Lorenzo Zaccagnini.
Gabriele Zampieri.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
