Andrea Scutell.
/ san giusto canavese.
La villa di Giuseppe Fazari come ufficio di protezione civile.
E' il progetto a cui sta lavorando l'amministrazione comunale di San Giusto Canavese.
All'interno del processo Minotauro, che ha scoperchiato il vaso di Pandora del fenomeno mafioso in Canavese, Fazari era ritenuto uno dei capi della locale della'ndrangheta di San Giusto.
Era stato condannato a 8 anni col rito abbreviato (che prevede la decurtazione di un terzo della pena), che ha gi scontato.
Il bene  stato oggetto di ricorsi, ma era considerato da confiscare gi nel 2015. Tuttavia era abitato da due parenti di Fazari ed  stato sgomberato dalle forze dell'ordine soltanto nel 2022, senza che nessuno, peraltro, opponesse resistenza.
L'amministrazione stima in 125mila euro circa i lavori necessari per trasformare il bene nella casa della protezione civile.
L'intenzione  quella di trovare i fondi partecipando al bando per la concessione di contributi dedicati ai Comuni per interventi volti a consentire il riutilizzo e la fruizione sociale dei beni confiscati.
Per far questo, per, c' bisogno di un progetto, per cui l'amministrazione comunale ha gi individuato un professionista.
Si tratta dell'architetto Alessandro Giacolino, che proceder per affidamento diretto alla progettazione di fattibilit tecnico economica e al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione dei lavori.
Per farlo ha accettato un compenso di 16.132,51 euro, scontando del 15% il preventivo originario.
La sindaca Giosi Boggio, al momento, non si sbilancia, anche se il progetto  ambizioso: "Per ora  solo la richiesta di contributo a seguito di un bando specifico e non si ha certezza di avere il finanziamento anche se incrociamo le dita".
Da pi parti, in passato, era stata richiesta vicinanza da parte dello Stato verso i piccoli Comuni che si trovano a gestire beni confiscati alle mafie.
Libera Piemonte, in particolare, aveva sottolineato come la scarsit di risorse e la minaccia da parte delle famiglie criminali precedenti proprietarie, fossero dei fattori capaci di paralizzare l'azione amministrativa.
E non bisogna dimenticare che nel mese di giugno, alcuni ragazzi che hanno frequentato il campus estivo organizzato da Libera nella villa appartenuta al boss del narcotraffico internazionale Nicola Assisi, confiscata dal 2018, sono stati insultati pesantemente da alcuni giovani del paese.
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Via Cardinale delle Lanze il giorno dello sgombero di villa Fazari
