Duecentosessantotto volte Fiorentina.
Tante sono state le presenze in maglia viola, tra campionato e coppe varie e in nove stagioni, di Celeste Pin, trovato morto ieri all'et di 64 anni nella sua casa di Firenze.
Un evento che sconvolge club, tifosi, citt e amanti del calcio, A dare l'allarme  stato il figlio e sul posto, con i sanitari,  intervenuta la polizia, che ha svolto una serie di accertamenti, facendo propendere per il gesto volontario.
Con la Fiorentina, negli anni in cui a vestire quella maglia c'erano Daniel Passerella, Roberto Baggio e Stefano Pioli, era anche quasi arrivato in cima all'Europa: era in campo nella doppia finale di Coppa Uefa (torneo nel corso del quale aveva 'annullato' gente come Baltazar, Protasov e Riedle) persa contro la Juventus nella stagione 1989-'90, quella magica in cui il calcio italiano, con Milan, Sampdoria e Juve, conquist tutti e tre i trofei continentali. "Rester per sempre nella storia viola", il cordoglio della sua ex squadra, espresso dal presidente Commisso, dai dirigenti, dal tecnico Stefano Pioli che incroci Pin nelle sue ultime stagioni fiorentine. "E'E' stata una bandiera, lascia un vuoto nella citt", dice la sindaca, Sara Funaro. "Un grande calciatore, una persona solare e bella", le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
Pin, pur essendo alto 'solo' 1,81, era un difensore centrale duro da contrastare, esempio di quelli di una volta che marcavano stretto e contro i quali non era certo facile passare, e a rischio di farsi strappare la maglia.
A Firenze arriv nell'estate del 1982, con l'ingrato compito di non far rimpiangere il pi forte difensore centrale dell'epoca, Pietro Vierchowod passato nel frattempo alla Roma, con cui vinse il tricolore.
Con lui a fare coppia Daniel Passarella, appena arrivato dall'Argentina.
Gli inizi furono stentati, poi la coppia prese a funzionare anche se la Fiorentina non lotto pi per lo scudetto come nel 1982 quando c'era lo Zar. Nella sua carriera ha affrontato da avversario tanti grandi giocatori come Maradona, Platini, Zico, solo per citarne alcuni, non sfigurando mai.
In poco tempo era diventato un beniamino di tutti i tifosi della Fiorentina.
I suoi inizi nel calcio professionistico erano stati nel Perugia, 75 partite, un gol e tanti buoni ricordi lasciati anche in Umbria.
A Verona e Siena, citt di cui poi si era innamorato pur tornando a vivere a Firenze, le ultime tappe prima del ritiro. -
