Nessuno scambio all'orizzonte tra Ursula von der Leyen e Donald Trump, nessun segnale tra i capi negoziatori.
A Bruxelles vige il silenzio: le contromisure sono congelate "almeno fino al primo agosto", la priorit resta "il dialogo".
Ma il linguaggio reiterato di Palazzo Berlaymont certifica uno stallo che sconfina nel pessimismo.
A scuotere l'inerzia a colpi di dichiarazioni spesso contradditorie ci pensa Washington, con il segretario al Tesoro Scott Bessent che, dopo aver auspicato "accordi di qualit", ha annunciato una raffica di intese commerciali "a giorni", con "sostanziali investimenti" in arrivo sul suolo americano.
Che tra queste ci sia anche l'Europa appare, nei palazzi comunitari, "molto improbabile".
Eppure, sar il Vecchio Continente a fare da cornice a un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Cina - alla ricerca di una tregua commerciale - in programma luned e marted a Stoccolma, quando anche i vertici Ue saranno ormai rientrati dalla doppia missione asiatica.
Appena toccato il suolo di Osaka, diretta con Antonio Costa e Kaja Kallas all'Expo, Ursula von der Leyen ha lanciato il suo messaggio, diretto anche alla Casa Bianca, definendo "tempestivo" il vertice Ue-Giappone in un mondo che "cambia rapidamente" e va affrontato restando fedeli a "economie aperte, societ sicure e regole eque".
Parole per rafforzare l'asse con il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, ma anche preludio al confronto, ben pi spigoloso, con Pechino.
Nell'arena con il presidente Xi Jinping e il premier Li Qiang, l'Europa punta a usare il linguaggio della forza da spendere come leva negoziale anche con Trump, nella spasmodica ricerca di "reciprocit" che la sovraccapacit e il dumping cinesi continuano a minare. -
