Ferrara Sin dall'inizio del mercato, quando si parlava di una punta per la Spal, La Nuova faceva il nome di Grasjan Aliu: due volte vincitore del campionato di serie D (una insieme a mister Parlato a Trento), quattro volte capocannoniere della competizione, cinque secondi posti.
Un giocatore che in qualche modo ha sempre avuto Ferrara nel suo destino, senza mai riuscire a fermarsi concretamente.
Da giovane si era legato ai biancazzurri, poi per problemi burocratici  stato tutto annullato.
A Ferrara  effettivamente stato per diversi anni ma per l'universit, laureandosi in Scienze motorie.
Al suo esordio - nonostante una condizione non ancora ottimale - si  rivelato decisivo col colpo di testa che ha portato alla rete di Zucchini.
La Spal potrebbe aver trovato quel bomber che manca ormai da tempo alla piazza, il giocatore che risolve le partite quando ormai sembra tutto perduto.
Solo il tempo ci dir cosa accadr, ma intanto la Spal ha inserito nel proprio arsenale un'arma non da poco.Aliu, arriva alla Spal con un curriculum importantissimo: cosa la spinge, all'et di 36 anni, ad avere ancora la voglia di incidere?"Il calcio  sempre stata la mia vita.
Ogni annata porta con s nuovi obiettivi.
A questa et gli stimoli sono ancora importanti: quando  arrivata questa opportunit, non ci ho pensato due volte".Per lei la Spal  un punto di arrivo importante?"Ci ero gi passato da pi piccolino, poi per problemi legati al passaporto non sono riuscito a rimanere.
Ho fatto il mio percorso, speravo di tornarci prima, non solo adesso.
Ora speriamo di fare il meglio possibile.
Il nostro obiettivo lo sappiamo: dobbiamo riportare questa piazza dove merita".La sua ultima volta in Eccellenza  stata nel biennio 2013-2015 (29 gol): come  stato ritrovare la categoria e come si sente fisicamente?"L'avevo fatta da giovane e poi ho giocato due anni a Campodarsego: sono stati molto importanti perch abbiamo vinto campionato e coppa.
Sono arrivato da poco, tuttavia avevo gi iniziato la preparazione con il Cjarlins dal 20 luglio.
Sto bene.
L'ultima volta in Eccellenza  stata pi di 10 anni fa, devo un attimo capire.
La prima partita  stata tosta: volevamo vincere a tutti i costi e abbiamo badato al sodo.
L'abbiamo portata a casa, questa era la cosa importante". Quando ci sono due attaccanti forti in una squadra, si pensa sempre alla rivalit interna.
A Castel San Giovanni, invece, lei ed Alonzi eravate spesso insieme a dialogare.
Prima, durante e dopo la partita: che tipo di rapporto avete instaurato?"Non ci conoscevamo prima, ma  uno di quelli con cui ho legato sin da subito.
La concorrenza  sana: sappiamo di poter giocare insieme e ci sar bisogno di entrambi.
Poi a decidere chi scender in campo sar il mister".E' alla terza esperienza con mister Parlato: senza la sua chiamata sarebbe sceso in Eccellenza? "Col mister ho fatto un anno a Trento e tre mesi a Treviso.
Si  creato un rapporto importante, quando si vince si creano legami profondi.
Io ho dato tanto a lui e lui ha dato tanto a me, quindi la sua chiamata ha sicuramente inciso.
Ho fatto la Serie D per tanti anni, la scelta di venire alla Spal sarebbe stata la medesima anche senza la sua presenza".Come ci  rimasto vedendo il portiere del Castellana togliere la palla dall'incrocio?"Ho fatto tanti gol in quella situazione.
L'avevo presa bene, ero convinto di aver fatto gol. Era comunque un tiro forte, lui  stato molto bravo.
In questo girone, a livello di regolamento, non  obbligatorio schierare i giovani.
Solitamente concedono sempre qualcosa in pi rispetto ai pi esperti.
Ha fatto un grande intervento, ci sono rimasto un po' cos, per poi Zucco (Zucchini, ndr) ha fatto gol e va bene cos".Anche se non si  mai fermato a lungo, ha tanti legami con la Spal e la citt di Ferrara. "Da giovane ho avuto l'opportunit di giocare in Serie C con la Spal, poi per problemi di passaporto il contratto non  stato depositato.
Parte dell'inizio carriera l'ho svolta ad Abano, che aveva come presidente Gildo Rizzato (centravanti della Spal negli anni Sessanta). A Ferrara ho fatto l'universit e mi sono laureato in Scienze motorie: sono stati anni molto belli, dove venivo qua praticamente tutti i giorni e mi sono trovato molto bene.
Conosco l'ambiente".Cosa l' mancato per raggiungere il calcio professionistico?"Ho avute le mie opportunit. Quando avevo 21 anni mi sono rotto tre volte consecutive il crociato: sono ripartito dall'Eccellenza e tornato in Serie D dove sono arrivato pi volte secondo.
Dopo Adria, dove ho fatto tanti gol, ho avuto delle opportunit. Tuttavia, ero sempre arrivato secondo in D fino a quel momento, quindi mi ero posto l'obiettivo di vincerla e andare cos nel professionismo.
A Trento era successo, poi per qualche situazione familiare ho deciso di mantenere la categoria".Storicamente Aliu  un giocatore da doppia cifra: si sente di fare una promessa ai tifosi?"La promessa posso farla.
A parte l'anno scorso che mi sono fermato a 9, negli ultimi 13 anni sono sempre andato in doppia cifra.
Baratterei la doppia cifra con la vittoria del campionato". l RIPRODUZIONE RISERVATA
