Ferrara Archiviata la 39 edizione del Ferrara Buskers Festival, resta aperta la discussione sul futuro.
Al centro del confronto c' il modello organizzativo e il rilancio in vista della 40 edizione.
Per Danny Farinelli, segretario provinciale di Azione, il Buskers Festival "non si salva con un biglietto", ma con una scelta politica.
Il tema, sostiene, non  soltanto quanto costi la manifestazione o quale sia il contributo pubblico, ma quanto valore economico produca attraverso alberghi, ristoranti, negozi e turismo.
Oggi propone un modello pubblico-privato con sponsor, imprese, associazioni di categoria e operatori turistici, sotto la regia del Comune.
Per il 2027 indica un piano economico pluriennale.
Claudia Zamorani, consigliera de La Comune, chiama in causa i consiglieri regionali Zappaterra e Calvano. Zamorani chiede quale sia la loro posizione sul modello dei grandi eventi a Ferrara, tra "eventi a grande impatto", recinzioni e accessi a pagamento. "Ascoltare i cittadini e le cittadine? Dire una parola sul modello di eventi, di citt e di comunit? - domanda -. Oltre a tagliare nastri alle inaugurazioni, ci piacerebbe conoscerne il pensiero". A intervenire sul tema anche Dario Maresca, ex consigliere di Ferrara Bene Comune, che definisce l'edizione appena conclusa "il contrario dei Buskers". Nel suo pensiero, espone due possibilit: "O  stata fatta una scelta di profitto, pur lecita, per monetizzare l'indiscutibile patrimonio che i buskers a Ferrara rappresentano; oppure una scelta di semplicit rispetto ad altre soluzioni, e me ne vengono in mente diverse, che avrebbero permesso di conservare lo spirito originario dell'evento e raccogliere comunque contributi, anche dal pubblico, necessari per far fronte alle spese.
Maresca propone infine di affidare l'organizzazione al Comune, cos come per il Palio. "Penso ci costerebbero comunque meno dei 600mila euro dati a Mediaset per i concerti di Radio 105 o il milione e due spesi per i maxieventi di Vasco al parco Urbano"."Meno recinti.
Pi Ferrara"  lo slogan dell'intervento di Alessandro Talmelli, ex segretario del Pd: "Il Ferrara Buskers Festival non era semplicemente un evento musicale.
Era uno dei pochissimi appuntamenti capaci di rendere Ferrara riconoscibile nel mondo". Per Talmelli, "i costi sono aumentati, le norme di sicurezza sono pi complesse e il Festival doveva evolversi.
Ma evolvere non significa snaturarsi.
Si poteva innovare.
Cercare nuovi sponsor. Coinvolgere maggiormente commercianti e territorio.
Studiare formule economiche diverse". "La scelta - conclude -, non  semplicemente tra biglietto o morte del Festival. La sfida  trovare un modello sostenibile senza distruggerne l'identit. Perch un grande concerto lo puoi organizzare in altre cento citt. Il Ferrara Buskers Festival pu esistere davvero soltanto a Ferrara". lN.S. RIPRODUZIONE RISERVATA
