Ferrara E' sciopero alla Coperion. L'assemblea dei lavoratori che si  riunita ieri ha deciso di proclamare all'unanimit un astensione dal lavorodi otto ore per la giornata di mercoled 9 settembre accompagnata da un presidio di protesta davanti ai cancelli dell'azienda che si terr dalle 9 a mezzogiorno.
E' la diretta conseguenza dell'esito dell'incontro del 1 settembre tra propriet, i sindacati ed Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) durante il quale, come anticipato dalla "Nuova", l'azienda ha confermato la sua linea: nessun ritiro dei licenziamenti, nessuna proroga dei tempi per cercare soluzioni alternative e nessun mandato formale affidato a un advisor per la reindustrializzazione, nonostante i nominativi concreti suggeriti dalla Regione.A preoccupare maggiormente Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, insieme alle Rsa,  la forte ritrosia di Coperion alla cessione dell'attivit e l' evidente volont di abbandonare il territorio bloccando l'ingresso di nuovi competitor sul mercato.
Senza un mandato chiaro e esplicito alla vendita del sito produttivo, l'eventuale nomina di un consulente rischierebbe di ridursi a un mero percorso di ricollocamento assistito, sancendo la desertificazione di unarea gi priva di alternative occupazionali concrete per le 80 famiglie coinvolte.Le segreterie territoriali dei sindacati vogliono "mandare un segnale forte e chiaro a una propriet che si sta dimostrando totalmente indifferente alle ricadute sociali sul territorio.
Questa decisione scellerata non  dettata da una crisi economica, ma da pure strategie industriali guidate da Fondi d'investimento.
Siamo di fronte a un modello di capitalismo finanziario predatorio che calpesta la dignit umana.
Per logiche di puro profitto e speculazione si sceglie deliberatamente di considerare i lavoratori come semplici costi da tagliare". Per o rappresentanti dei lavoratori " inaccettabile che si decida di desertificare e sacrificare un sito produttivo sano, profittevole e con competenze professionali d'eccellenza, che rappresenta un patrimonio industriale e occupazionale ricco di alte professionalit, un fiore all'occhiello per il nostro territorio". Si chiede perci "una svolta radicale: se Coperion ha deciso di abbandonare il nostro Paese, ha il dovere morale e sociale di concedere al sito la possibilit di sopravvivere, garantendo la continuit occupazionale attraverso la cessione della societ ad altri soggetti imprenditoriali". l RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
