L'Italia  un Paese cattolico per tradizione, ma anche nei fatti.
Ci implica molte cose, forse soprattutto che il regnante sistema morale dovrebbe partire (almeno in teoria) dai ?Dieci Comandamenti? cristiani nella versione formulata dalla Chiesa cattolica.
Questi prevedono, in ordine, il primo Comandamento ("Non avrai altro Dio fuori di me") seguito da altre nove prescrizioni pi o meno familiari: "Non nominare il nome di Dio invano, ricordati di santificare le feste, onora il padre e la madre, non uccidere, non commettere atti impuri, non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare la donna d'altri e non desiderare la roba d'altri".Ci sono anche altri divieti, non compresi nell'elenco convenzionale, in cui Dio si esprime con maggiore chiarezza direttamente ai fedeli? "Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavit. Non avere altri dei oltre a me.
Non farti scultura, n immagine alcuna delle cose che sono lass nel cielo o quaggi sulla terra o nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perch io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquit dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bont fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti".Sono comandamenti che appartengono chiaramente alla fase pi antica del testo biblico e rappresentano in maniera palese un'epoca in cui il Cristianesimo era ancora in diretta concorrenza con altre fedi.
Non aveva ancora 'vinto', diventando la religione dominante (almeno in Occidente ? e prima ancora di esercitare una forte influenza su altre fedi, come l'Islam. In una societ come quella occidentale (ormai in gran parte 'post-cristiana') i Comandamenti hanno un valore relativo.
Tuttavia, sono la legge di Dio e, di conseguenza, un riferimento per la societ e gli individui che la compongono... Comportatevi bene.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
