Il Pd  angustiato dal problema delle primarie, Fi da quello dei congressi.
L'ultima polemica riguarda la Campania, col congresso convocato per il 9 settembre e tre parlamentari (Pino Bicchielli, Annarita Patriarca e Raffaele De Rosa) che contestano la gestione regionale di Fulvio Martusciello, capodelegazione al parlamento europeo e responsabile regionale di Fi.
Hanno preparato un duro documento insieme a un gruppo di amministratori locali per chiedere l'annullamento dell'assise.
Dice De Rosa: "In un centrodestra che cambia rapidamente e davanti a un elettorato moderato che cerca una rappresentanza seria, liberale, europeista e riformista, la nostra missione dovrebbe essere una sola: allargare, includere, attrarre.
Non restringere.
E' proprio per questo che alcune vicende di queste settimane come quelle campane mi sembrano difficili da comprendere.
Antonio Tajani, per il ruolo che ricopre e l'autorevolezza che gli viene riconosciuta, dovrebbe guardare con grande attenzione a ci che sta accadendo.
Non gli si chiede di stare con qualcuno contro qualcun altro.
Gli si chiede qualcosa di molto pi importante: fare il leader".Le elezioni sono alle porte e c' chi reclama un partito pi caratterizzato nell'area centrista, pi legato ai principi del fondatore, meno ingessato in una classe dirigente vetusta e quindi impegnato nella ricerca di nuovi apporti.
Inoltre c' da definire il rapporto, ancora nel limbo, con quanto si muove al centro in autonomia (e rifugge dal campo largo): da Azione di Carlo Calenda al partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin.Non  un caso che Marina Berlusconi sia pi volte intervenuta per cercare di rafforzare il ruolo di Fi sia nell'ambito del governo sia nel consenso elettorale.
Ma all'interno del partito, anche perch la prova della verit delle elezioni  alle porte, non c' mai stata tanta fibrillazione come ora, con la chiamata in causa di Tajani e del suo cerchio magico.
Un problema in pi per Giorgia Meloni, gi alle prese col terremoto leghista che sta mettendo in difficolt Matteo Salvini e con l'ascesa (almeno nei sondaggi) di Roberto Vannacci.
Ora i grattacapi le arrivano anche da Fi.Per Tajani  un crucifige.
Perfino un ministro (alla Pubblica Amministrazione) del governo di cui lui  vice-presidente, Paolo Zangrillo, in genere poco incline alle polemiche, fa la voce grossa.
Tajani ha annunciato "una grande campagna per liberare gli italiani dal peso della burocrazia". Lui lo richiama all'ordine: "Prima di dire cosa si vuol fare sarebbe stato molto pi credibile rivendicare cosa abbiamo fatto negli ultimi 4 anni.
Poi  stata attivata una card dove si chiedono suggerimenti ai cittadini.
Forse dal mio partito non si sono accorti che io questa cosa l'ho istituita un anno fa.
Insomma, mi sembra strano che il ministro competente non sia stato coinvolto". Segnale che qualcosa non va nel partito? "Penso che per Fi sia esistito un prima, con Berlusconi, e un dopo, senza Berlusconi.
Non siamo pi una monarchia illuminata, lo riconosce lo stesso Tajani che di Berlusconi non ce ne sono pi e allora credo che dobbiamo funzionare in modo diverso rispetto a quando c'era il nostro fondatore". Tra i portabandiera del cambiamento vi  il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, tra i primi a manifestare il proprio dissenso e presunto candidato alternativo a Tajani alla guida del partito.
Ha chiesto il congresso, ma da svolgersi all'indomani delle elezioni: "Berlusconi fu un grandissimo innovatore e riscrisse la comunicazione politica per non basta avere avuto grandi maestri: bisogna saperne attualizzare la lezione.
I populisti evocano e ingigantiscono le paure, cercano il consenso degli arrabbiati.
Noi dobbiamo partire dai problemi e trovare le soluzioni.
Fi dovrebbe avere il coraggio di aiutare il centrodestra ad aprirsi al futuro e a parlare a tanti che non votano per noi solo perch percepiscono la nostra coalizione come troppo conservatrice.
Serve un cambio di passo".Poi c' Deborah Bergamini, alla quarta legislatura in parlamento e considerata una sorta di trait d'union con Marina Berlusconi (non a caso a febbraio 2024  entrata nel sollecitato, nuovo organigramma di vertice del partito): "Marina - dice - incarna una meravigliosa storia italiana, quella di suo padre Silvio e dei suoi insegnamenti che corrono lungo le generazioni.
Quella storia non pu non attraversare anche ognuno di noi, militanti di Fi.
Quindi la sua ispirazione  un arricchimento e uno stimolo.
Quello di Marina  un ruolo culturale gi oggi importantissimo, perch ci ricorda come un partito liberale abbia sempre l'obbligo di rinnovarsi, al fianco di una societ che cambia". Nel gruppo che fa riferimento alla figlia di Belusconi vi  anche Cristina Rossello, avvocato civilista di grido, al primo posto nella classifica per redditi tra i deputati,  stata legale di Silvio Berlusconi e oggi lo  di Marina.
A Milano ha minacciato di far saltare il tavolo del congresso se non si fosse raggiunto un accordo tra i gruppi che si dilaniavano e vi  riuscita imponendo un vice segretario esponente della minoranza lombarda, Alessandro Cattaneo.
Quanto al partito, dice: "Berlusconi ci ha insenato che le ragioni di un'alleanza non devono fare venire meno la propria specificit. E' giusto difendere i valori in cui crediamo, naturalmente senza perdere di vista la necessit di arrivare poi a una sintesi".Cattaneo  deputato, ex sindaco di Pavia, ed  un profeta del rinnovamento: "Dobbiamo tutti avere a cuore il rilancio di Fi, che deve avvenire a partire dai temi liberali in economia.
Dalle risposte concrete alle imprese sull'energia al taglio delle tasse al ceto medio al sostegno alle start up per i giovani.
Poi ci sono i diritti, come la necessit di una legge sul fine vita.
Fi pi di altri partiti deve guardare alla societ reale e, come diceva Silvio Berlusconi, non solo ai professionisti della politica ma anche ai professionisti al servizio della politica".Per il ruolo della famiglia Berlusconi fa venire anche qualche mal di pancia, aggiungendo tensioni.
Dice Paolo Barelli, fedelissimo (e consuocero) di Tajani e capogruppo alla Camera, da dove  stato dimissionato: "C' chiaramente, da parte dei Berlusconi, un affetto scontato per il partito che  carne della loro carne, frutto del lavoro del grande padre, quindi  ovvio che si interessino delle cose che ha fatto il grande padre.
Dopodich poi c' la quotidianit e bisogna starci dentro.
Normalmente i partiti si guidano dall'interno".
