La burocrazia europea fa pi male dei dazi di Trump al manifatturiero europeo.
Secondo il Fondo monetario internazionale, regole e barriere pesano per il 44%. "Abbiamo sostituito i confini fisici con montagne di obblighi di rendicontazione, verifiche tecniche e colli di bottiglia amministrativi",  l'accusa che si leva dall'associazione europea delle piccole e medie imprese, l'European Entrepreneurs CEA-PME, nel corso dello SME2B Business Forum Europe 2026 di Bruxelles, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Commissione e Parlamento Ue.
Sul banco degli accusati anche alcuni dossier legislativi che avrebbero dovuto dare un respiro di sollievo, tra crisi energetica e concorrenza cinese a basso costo.
E che invece potrebbero rappresentare l'atto finale per il settore.
L'analisi parte dalla considerazione che oggi l'Europa cresce a malapena dell'1,1%, l'area euro anche meno, dello 0,9%, mentre i principali motori manifatturieri, come Italia, Francia e Germania, sono al di sotto della media, praticamente, dicono le pmi, in stagnazione.
Nel frattempo, i concorrenti globali crescono di oltre il 3% pur affrontando la stessa instabilit geopolitica, le stesse guerre e le stesse tensioni commerciali.Le cause? "Per anni, Bruxelles si  illusa che l'Europa potesse governare il mondo semplicemente dettando le regole.
Ma non  cos: non  possibile regolamentare l'innovazione senza prima produrla", risponde Cristian Camisa, vicepresidente europeo di European Entrepreneurs e presidente nazionale di Confapi, che ha tenuto le conclusioni dell'incontro. "L'Europa si sta dirigendo dritta contro il muro della burocrazia?. Stiamo soffocando la nostra base industriale mentre i concorrenti stranieri inondano i nostri mercati con una sovraccapacit fortemente sovvenzionata". L'associazione delle pmi europee ha proposto un'Agenda per la Crescita, per permettere alle piccole medie imprese di affrontare il difficile contesto geopolitico, dall'Ucraina al Medio Oriente, l'elevato costo dell'energia, il rallentamento dei commerci mondiali, la sfida dell'AI.E dunque, dare "ai nostri campioni, le pmi innovative e le aziende di medie dimensioni in espansione, lo spazio per respirare e investire", ha sottolineato nei closing remarks Camisa.
La parola chiave  tagliare, tagliare l'iper regolamentazione, perch "se le aziende si devono concentrare sulle pratiche burocratiche, una mole crescente di oneri, che nulla hanno a che fare con la produzione, il rischio  che le migliori riforme diventino carte straccia.
Troppo spesso", spiega Camisa, "si ragiona sul sistema della grande industria, senza tenere abbastanza in conto la specificit e l'eccellenza delle pmi".Al centro dell'Agenda per la crescita ci sono tre dossier legislativi che attualmente incidono sulle filiere produttive.
Il primo  il Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR): entrato in vigore lo scorso 12 agosto,  oggetto di critiche per i tempi e le modalit attuative.
La stessa Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, giorni fa ha commentato come tali norme impongano "oneri rigidi e controproducenti alle Pmi europee e rappresentano l'esatto opposto di ci che l'Europa dovrebbe essere". Poi il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, una sorta di tassa ambientale applicata alle merci importate da Paesi extra-UE e basata sulle loro emissioni di carbonio, che era stato concepito per prevenire la delocalizzazione del carbonio e proteggere l'industria europea.E invece, dice l'European Entrepreneurs, le pmi europee si trovano ad affrontare complessi obblighi per la rendicontazione e la tracciabilit della catena di approvvigionamento, con oneri crescenti delle materie prime, insomma quanto basta per spingere la produzione manifatturiera fuori dall'Europa.
Infine l'Industrial Accelerator Act (IAA), la proposta di regolamento della Commissione europea pensata per rilanciare la competitivit, la decarbonizzazione e l'autonomia strategica dell'industria manifatturiera nell'Unione Europea.
Le misure per diventerebbero operative nel 2029, "tre anni  un tempo insostenibile, si rischia che gli effetti siano nulli.
E se l'Industrial Accelerator Act non funziona per le pmi manifatturiere, semplicemente non funziona per l'Europa: i nostri concorrenti globali negli Stati Uniti e in Cina adottano misure immediate e decisive", ragiona Camisa, Oggetto di attenzione anche gli Ets, il sistema europeo di scambio di quote di emissioni per favorire la riduzione dei gas serra, che funziona come una sorta di tassa sul carbonio.
Tra poco pi di sei mesi l'UE celebrer il 70esimo anniversario della sua nascita. "Ripartiamo dai pilastri del Trattato di Roma, le cosiddette quattro libert", dice Camisa, "la libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi".
