L'agenzia di rating Standard&Poor's promuove la produzione manifatturiera nell'Eurozona ad agosto, addirittura con il valore massimo raggiunto dall'indice di settore in 54 mesi.
Per Gianclaudio Torlizzi, fondatore e amministratore di T-Commodity, societ di ricerca e intelligence sui mercati delle materie prime con sede a Roma, le cose stanno diversamente: "Penso che siano dati questi che non rispecchiano la realt. Il feedback che io ho dal comparto dell'industria va in direzione opposta". "Il mix ? prosegue ?  legato al forte aumento dei prezzi dei beni energetici, degli acciai, quindi dei componenti produttivi.
Ci, considerato con un livello di consumi reali a livello industriale molto basso, disegna in realt uno scenario di inversione di tendenza nei prossimi mesi".Innanzitutto, "stiamo assistendo a un forte aumento del prezzo del gas. Certo, come conseguenza della crisi di Hormuz; ma anche per il fatto che l'Europa sta facendo pochissimo per aumentare l'offerta di idrocarburi nel continente.
Inoltre "c' un tema sugli acciai i cui prezzi oggi continuano a rimanere alti per le ultime misure protezionistiche da parte dell'Europa, le quali vanno bene per il comparto siderurgico, ma queste misure lasciano completamente scoperto il mercato mondiale, perch le misure intraprese dall'Unione europea proteggono solamente il settore della siderurgia ma non i distributori e soprattutto gli utilizzatori finali che invece rimangono scoperti davanti alla concorrenza cinese".Allora che cosa ci dobbiamo aspettare per i prossimi mesi? "Il rallentamento di queste dinamiche di cui vi sto parlando ? dice Torlizzi. "Poi si andr a riflettere sui dati e quindi mi attendo che anche i prossimi fotograferanno una situazione di forte peggioramento per l'industria". Un bel problema.
Ma allora, come si fa a difendere le piccole e medie imprese in questo Paese, visto che tra l'altro cominciamo a ragionare gi di finanziaria? "Bisogna a mio avviso comprendere un aspetto semplice, cio che il Green deal  l'elemento che sta contribuendo enormemente ad accelerare il fenomeno di deindustrializzazione.
Quindi, c' un primo passaggio da compiere.
Il secondo  che bisogna premere sull'Europa non solo per cestinare il Green deal ma anche per alzare pesantemente il muro del protezionismo contro i prodotti cinesi.
L'Europa  ancora molto timida su questo, ci sono ancora molte resistenze a impedire che i prodotti made in China conquistino totalmente il mercato europeo". Provvedimenti che Bruxelles non prender mai "perch questa Commissione  troppo compromessa con le decisioni del passato"."Finch non arriveremo a questa conclusione, cio stracciare il Green Deal e alzare pesantemente i dazi con la Cina, l'Europa non potr neanche tirare un sospiro di sollievo, perch non bastano queste misure per far ripartire l'industria". Inoltre, "serve l'adozione di un piano industriale serio, mettendo soldi sul tavolo, altro elemento che l'Unione europea si  sempre ben guardata di fare". "Servirebbe, fondamentalmente, che le nostre imprese siano un po' pi libere non solo dalla burocrazia, ma possano beneficiare di costi delle materie prime e dell'energia pi bassi, ma questo si pu risolvere cambiando completamente la politica industriale". "Le soluzioni ci sarebbero; per sono politicamente troppo scomode affinch questa Commissione possa in qualche maniera intraprenderle",  la conclusione di Torlizzi.
