Certo che fa strano.Quando decenni fa venimmo a vivere in questo gruppo di case bianche e arabeggianti, primo avamposto di Reggio Calabria sul pieno Ionio, le estati non erano propriamente da Sud Italia come lo vediamo oggi.
Tirava una brezza tesa tutto luglio e spesso pure agosto.
L'acqua era fredda e piena di correnti, tranne pochissimi giorni.
Del resto sempre Stretto . La sera scendeva una umidit che inzuppava i teli da mare stesi fino a due ore prima al sole.
I grandi, dopo cena giocavano a carte e asciugare con una pezza il tavolo rugiadoso era il doveroso preambolo alla prima smazzata.Gi dopo la seconda, il giubbino o lo scialle portati per sicurezza prendevano posto sulle spalle ossute dell'ingegnere e su quelle opulente della moglie.
E la frase ?A Reggio a quest'ora stanno morendo di caldo? andava soddisfatta a inframmezzare la conta dei punti.
Poter dire il giorno dopo all'amico con le borse sotto gli occhi di aver dormito belli freschi, quello s che era uno status symbol nella Reggio degli anni 70.Quindi fa strano.
Fa strano oggi che in una zona che ha costruito una piccola fortuna turistica sul Kitesurf, le giornate veramente ventose in una estate intera, siano state 3 o 4. Fa strano che l'acqua del mare sia cos calda da non far percepire differenza con l'esterno.
Fa strano vivere H24 in soli pantaloncini e soprattutto fa strano, anzi inquieta, il seguente pensiero: ma io, se non avessi avuto l'aria condizionata, quante volte sarei finito al pronto soccorso? Luoghi e momenti che hai sempre associato a uno stato dell'atmosfera, a una temperatura, a una certa aria, ti si ripropongono ora come stravolti e deformati dal caldo.Prima davano benessere, ora fanno paura perch il non detto, ?Immagina come sar qui anche solo tra 5 anni?,  pi inquietante del detto.
Forse  questo che ci frega a noi boomer: poter fare un confronto sul nostro posto del cuore tra come era prima e come sta diventando ora che il mondo ha iniziato a bollire.
Affrontiamo tutti la montagna del cambiamento climatico.
Ma a molti l'et e il destino hanno fatto il poco gradito regalo di doversi caricare sulle spalle uno zaino bello pieno di nostalgia.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
