Il nucleare sulle navi? Fincantieri ci crede: il gigante pubblico della cantieristica progetta di far scendere in mare per il 2035 le prime navi spinte dal reattore di quarta generazione sviluppato da Newcleo, pi pulito e sicuro e soprattutto geopoliticamente furbo perch utilizza plutonio, ossia le scorie delle attuali centrali nucleari.
I reattori odierni si servono infatti di uranio (in mano a Paesi non sempre amici) il quale, decadendo durante l'uso diventa plutonio e dunque rifiuto.
E' in realt un ottimo carburante capace di far navigare una nave per 10-15 anni prima di fare un altro ?pieno?, il che permette di inquinare meno e trasportare merci (o pattugliare mari) pi a lungo, pi in largo e con emissioni zero.
Fincantieri ha firmato nel 2023 un accordo con Newcleo, azienda di tecnologie nucleari pulite e sicure, pi Rina, che  multinazionale di ispezione, classificazione navale e consulenza ingegneristica, per lo sviluppo del reattore veloce Newcleo in versione marittima.
Con una potenza di 30 MW, il reattore  raffreddato a piombo ed  sicuro in caso di incidente: il piombo di raffreddamento solidifica a contatto con l'acqua del mare e schema il nucleo del reattore in un involucro solido che non lascia disperdere le radiazioni.
E' anche facile da gestire: a fine vita utile basta smontare il reattore e avviarlo a smaltimento e riprocessamento; a bordo se ne pu installare un altro e ripartire.
Un po' come sostituire la pila di un orologio al quarzo.Quali applicazioni per questa propulsione? Fincantieri sta lavorando in partnership con la Marina militare italiana nell'ambito del progetto Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l'energia a bordo di vascelli armati). La propulsione atomica permetterebbe di inquinare meno insieme all'uso di tecnologie green per la produzione di energia e maggiore autonomia delle unit che potrebbero vedere il loro raggio d'azione abituale esteso al Mediterraneo allargato (cio fino al Corno d'Africa) o il cosiddetto Mediterraneo globale, come l'area indo-pacifica; inoltre ridurrebbe la vulnerabilit delle operazioni di rifornimento in mare delle unit di superficie e la ricarica delle batterie dei sommergibili.E per finire il nucleare di bordo alimenterebbe le nuovi armi laser, assetate di energia per il loro funzionamento.
Di pi: siccome le navi da guerra italiane hanno una funzione dual use, sia militare che di protezione civile, in caso di necessit un incrociatore atomico potrebbe fornire corrente elettrica ad una citt colpita da un terremoto, per esempio, diventando una mini centrale nucleare galleggiante.
Partecipano al progetto Cetena (centro di ricerca in campo marittimo, societ Fincantieri), Ansaldo nucleare, Rina services e l'Universit degli studi di Genova.Lavorare con la Marina permette a Fincantieri di sviluppare tecnologie, competenze e catene d'approvvigionamento che permetteranno poi di trasferire l'atomo navale anche sulle navi civili.
I vantaggi, infatti, sono anche per le merci e hanno un risvolto mondiale: sebbene il trasporto merci marittimo rappresenti il 90% della movimentazione merci sul Pianeta, emette meno del 3% della Co2 totale prodotta dall'uomo (dati Imo 2020). E' altrettanto vero che il passaggio alla propulsione atomica rappresenterebbe un segnale capace di guidare i mercati e generare trend.L'obiettivo Fincantieri  ambizioso: arrivare al varo della prima unit a zero emissioni nel 2035, con 15 anni di anticipo sull'obiettivo posto dall'Unione europea al 2050. La posta in gioco  alta, ma ha deciso di vincere la partita.
