Gli Ets (enti del terzo settore) che svolgono anche attivit di natura commerciale devono necessariamente richiedere la partita Iva.
In quest'ottica, la contabilit separata non  solo un adempimento formale, ma diventa uno strumento per valutare la convenienza tra regime forfetario ex articolo 80 Cts e regime ordinario Ires. La separazione di ricavi e costi commerciali consente infatti proiezioni attendibili sul reddito d'impresa e sull'impatto fiscale, orientando la scelta del regime pi favorevole.
Tale obbligo contabile (previsto dall'articolo 87, comma 4, del dlgs n. 117/2017, Codice del terzo settore, e coerente con l'articolo 144, comma 2, del Tuir n. 917/86) per gli enti non commerciali non iscritti al Runts, presuppone l'attribuzione della partita Iva e quindi lo svolgimento organizzato e continuativo di attivit commerciali, seppur non prevalenti.
Infatti, a parit di ricavi commerciali, la struttura dei costi pu rendere pi conveniente l'uno o l'altro regime: con costi relativamente contenuti il forfetario ex articolo 80 Cts pu dimezzare l'Ires, mentre con costi elevati il regime ordinario pu generare un reddito imponibile inferiore rispetto al reddito calcolato in via forfetaria.
Il messaggio centrale, da valorizzare nel commento,  che la scelta del regime non pu essere automatica, ma va basata su analisi qualitativa-quantitativa caso per caso.Utilit per i "test di non commercialit" e raccolta fondi.
La contabilit separata facilita anche i test di non commercialit delle attivit di interesse generale (articolo 79, commi 2, 2-bis e 5 del Cts). Inoltre consente di tracciare puntualmente entrate e spese delle raccolte fondi ex articolo 7 del Cts, specie quando assumono profili commerciali e rientrano tra i "proventi commerciali", rilevanti per il test di non commercialit.Un aspetto particolarmente delicato riguarda le attivit di raccolta fondi ex articolo 7 del Cts. Quando tali attivit presentano caratteristiche di natura commerciale, i relativi proventi devono essere qualificati come "proventi commerciali". Di conseguenza, essi entrano nel computo del test di non commercialit e possono incidere sulla qualifica fiscale dell'ente.
In assenza di una contabilit separata accurata, la tracciabilit di queste entrate e delle correlate spese diventa difficoltosa, con il rischio di sottovalutare o sovrastimare la componente commerciale.Effetti pratici per la governance dell'Ets. I consigli d'amministrazione e gli organi di controllo dovrebbero valutare la necessit di utilizzare la contabilit separata come cruscotto informativo: solo con dati attendibili su entrate e spese delle attivit di raccolta fondi e delle altre iniziative borderline  possibile monitorare nel tempo il peso della componente commerciale e prevenire il superamento delle soglie che porterebbero alla perdita della qualifica di Ets non commerciale.
In altri termini, la contabilit separata diventa uno strumento essenziale di compliance strategica, pi che un mero adempimento tecnico.Profili operativi e margine temporale.
Da un punto di vista pratico, la contabilit separata non implica necessariamente libri contabili distinti per ogni attivit:  sufficiente un piano dei conti dettagliato che consenta di distinguere i movimenti per area (commerciale/non commerciale). Inoltre, l'opzione per l'articolo 80 del Cts si esercita in dichiarazione (modello Redditi Enc 2027 per il 2026), lasciando agli Ets un congruo margine temporale per monitorare l'andamento dell'anno e scegliere il regime di tassazione d'impresa pi opportuno.
