Continua la fase negativa per le borse europee, che risentono ancora delle tensioni in Medio Oriente e del clima di incertezza sulla politica monetaria delle banche centrali legata all'inflazione.
A Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,24% a 51,792 punti.
Vendite anche a Francoforte (-0,49%) e Parigi (-0,26%). A New York, invece, il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano di circa mezzo punto percentuale.Nell'obbligazionario sono ancora in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato europei: il Btp decennale  cresciuto di 6 punti base al 4,23% toccando il livello massimo da novembre 2023 e il Bund era al 3,39% che rappresenta il record da aprile 2011. Lo spread Btp-Bund si  leggermente allargato a 84,700. Intanto la Banca centrale della Nuova Zelanda ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto al 2,75% seguendo le attese del mercato e avvertendo che i rischi di un'inflazione pi elevata rimangono presenti.
In Giappone, inoltre, Hajime Takata, membro del consiglio direttivo dell'istituto centrale, ha affermato che si dovrebbe adottare un approccio flessibile e dipendente dai dati, entrando in una nuova fase di normalizzazione della politica monetaria.A piazza Affari profondo rosso per Lottomatica (-7,63%), in fondo al listino principale, dopo l'annuncio dell'acquisizione della spagnola Cirsa.
L'amministratore delegato Gugliemo Angelozzi ha tranquillizzato i mercati, precisando che l'operazione non presenta rischi.
Lettera anche su Italgas (-3,46%), Stellantis (-2,79%) e Buzzi (-2,62%).Seduta positiva per Amplifon (+2,55% a 12,08 euro): Morgan Stanley ha avviato la copertura con raccomandazione overweight e prezzo obiettivo di 14,90 euro.
Ben raccolte anche Stm (+3,33%), miglior blue chip, Inwit (+1,75%) e Prysmian (+1,71%).Nei cambi, l'euro  sceso a 1,1578 dollari.
Petrolio a due velocit, con il Brent in leggero rialzo dello 0,07% a 94,72 euro e il Wti che cedeva lo 0,24% a 90 dollari.
Il presidente americano Donald Trump ha scritto su Truth Social che "non gliene potrebbe importare di meno" se l'Iran decidesse di firmare un accordo per la riapertura dello stretto di Hormuz. Intanto le scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti sono calate di 4,5 milioni di barili a 424,5 milioni di barili, ben oltre le previsioni.
Le scorte di benzina sono diminuite di 1,2 milioni di barili, il 6% al di sotto della media a cinque anni.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
