Fumata nera al Parlamento ucraino sulla tassa per i pacchi provenienti dalla Cina.
La Verchovna Rada ha respinto il disegno di legge concordato con Ue e Fmi per sbloccare nuovi aiuti finanziari.
Il provvedimento necessitava di 226 voti favorevoli, ma si  fermato a quota 194. La misura prevede l'introduzione di un prelievo fiscale sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro, attualmente esenti da dazi come nell'Ue.
Secondo le stime del ministero delle Finanze, la norma potrebbe raccogliere circa 10 miliardi di grivne all'anno (195 milioni di euro). L'incasso servirebbe a contenere il deficit di bilancio stimato dal premier Sergii Koretskyi in 23,3 miliardi di euro per la sola difesa.
La bocciatura rischia ora di bloccare 4 miliardi di euro tra tranche Fmi e fondi Ue, proprio mentre una missione del Fondo si trova a Kiev per valutare il programma di prestiti.
Tra i deputati contrari prevale il timore di un rincaro del costo della vita per i cittadini, mentre i sostenitori evidenziano l'impatto positivo per i produttori interni e la necessit di rispettare gli impegni assunti con i creditori internazionali in un momento di forte pressione finanziaria e militare.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
