Pi tempo per la conclusione degli interventi di competenza delle regioni e degli enti locali finanziati dal Fosmit e relativi alle annualit 2023 e 2024. Un decreto del Ministero per Affari Regionali e Autonomie (gi registrato dalla Corte dei conti e quindi pienamente efficace) ha infatti rinviato le scadenze al 31 dicembre 2026 per quelli finanziati con le risorse del 2023 e al 31 dicembre 2028 per quelli finanziati nel 2024.Ricordiamo che il fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT)  stato istituito con la legge n. 234/2021, con l'obiettivo di sviluppare azioni di promozione e di realizzazione di interventi per la valorizzazione e la salvaguardia della montagna, oltre a misure di sostegno in favore dei comuni totalmente e parzialmente montani delle regioni italiane.In particolare, le priorit degli interventi finanziati dal FOSMIT attraverso i contributi concessi riguardano iniziative per la tutela e la promozione delle risorse ambientali dei territori montani e delle qualit ambientali e delle potenzialit endogene proprie dell'habitat montano, attivit di informazione e di comunicazione sui temi della montagna, interventi di carattere socio-economico a favore delle popolazioni residenti nelle aree montane, progetti finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente e allo sviluppo delle attivit' agro-silvo-pastorali, nonch iniziative volte a ridurre i fenomeni di spopolamento.Complessivamente, in gioco per le due annualit ci sono circa 400 milioni: di questi, circa la met avrebbero dovuto essere messi a terra entro il 31 agosto scorso, mentre per la parte rimanente c'era tempo fino alla fine di agosto del 2028. Il nuovo timing ora riallinea queste dead-line alla fine dei due anni, evitando complicazioni in corso di esercizio.
Secondo il Ministro Roberto Calderoli, ?L'intervento del Governo per la proroga delle scadenze va nella direzione auspicata dai territori, che avevano chiesto pi tempo per far fronte agli interventi ancora in corso.
Una risposta concreta a un'esigenza reale, ascoltando le necessit di regioni ed enti locali?. Matteo Barbero
