Addio ai controlli dei patronati tramite ispezioni documentali: si passa al digitale.
Oggi, infatti,  l'ispettore che va fisicamente nelle sedi per verificare documenti, pratiche e organizzazione, mettendo nero su bianco l'esito dell'accertamento.
Domani sar il patronato a inviare i propri dati tramite una piattaforma digitale, su cui il ministero del lavoro potr controllare a distanza attivit, operatori e pratiche, disponendo anche dei dati trasmessi da Inps e Inail al nuovo Siip, "sistema informativo istituti patronato". A prevederlo  lo schema di decreto del ministero del lavoro recante "regolamento di riforma del sistema dei controlli degli istituti di patronato". La rivoluzione della vigilanza, tuttavia, per ora resta ai box. Il consiglio di stato, infatti, ha sospeso il proprio parere e chiesto al ministero del lavoro di rivedere la bozza di decreto per superare alcune questioni su privacy, costi e attuazione.
E' quanto si legge nel parere n. 01617/2026, trasmesso dal Consiglio di stato al ministero del lavoro.Tutto sul SiipIl nuovo regolamento metter in soffitta l'attuale sistema di vigilanza fondato su ispezioni nelle sedi e documentazione cartacea.
Una riforma nata dall'esigenza di rendere pi rapidi e tracciabili i controlli sull'attivit dei patronati, che negli ultimi anni ha determinato ritardi nella definizione degli esiti finali dei controlli e, di conseguenza, nella liquidazione dei finanziamenti spettanti ai patronati.
Perno della riforma  il Siip, istituito presso il ministero del lavoro e realizzato dall'Inps, su piattaforma digitale dedicata e destinata ai controlli, le cui modalit tecniche di funzionamento e di interoperabilit saranno definite con uno o pi decreti direttoriali.Novit anche per i cittadiniIl decreto prevede che i patronati dovranno comunicare sulla piattaforma le informazioni della propria organizzazione territoriale e l'elenco degli operatori, dati che rileveranno anche ai fini dell'attribuzione di punteggi finalizzati all'erogazione dei finanziamenti.
Una novit interessa anche i cittadini e riguarda il mandato conferito al patronato: passer in formato digitale.Coinvolti Inps e InailIl nuovo Siip verr alimentato anche dall'Inps e dall'Inail, che dovranno inviare i dati relativi all'istruttoria e all'esito delle singole pratiche.
In tal modo, il ministero disporr di dati online sufficienti per effettuare controlli in digitale, rendendo residuale l'ispezione in loco.
E' previsto, inoltre, l'emanazione di una direttiva annuale che dovr individuare anche gli indici di rischio per orientare l'attivit di vigilanza.Alt dal Consiglio di statoPer il momento, per, il Consiglio di stato ha bloccato il percorso di approvazione della riforma rilevando diverse questioni.
Una di queste riguarda la privacy. Il nuovo Siip non sar una semplice piattaforma amministrativa, ma tratter su larga scala dati anagrafici degli operatori, mandati digitali dei cittadini, informazioni sull'istruttoria e sugli esiti delle pratiche, oltre ai dati relativi agli accessi e alla conservazione delle informazioni.
Per il Consiglio di stato, quindi, non  possibile rinviare il parere del garante privacy a una fase successiva, quando saranno adottati i decreti tecnici.
Occorre che il regolamento stesso definisca subito finalit, soggetti interessati, categorie dei dati e operazioni di trattamento (il parere del garante, cio, serve preventivamente).Il nodo dei costiAltra questione riguarda l'aspetto finanziario.
Lo schema di dm contiene la consueta clausola secondo cui dalla riforma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Tuttavia, fa notare il Consiglio di stato, la documentazione ministeriale spiega che Inps e Inail dovranno implementare le proprie piattaforme e che l'introduzione del Siip richieder risorse finanziarie, umane e strumentali anche per ministero e ispettorato nazionale del lavoro.
Di conseguenza, il Consiglio di stato chiede una relazione tecnica, con quantificazione degli oneri e individuazione della relativa copertura.
