Oggi probabilmente Silvia Salis far una foto con Giuseppe Conte, atteso alla Festa dell'Unit di Genova per un dibattito con Andrea Orlando.
Ma intanto quella di ieri con Elly Schlein non  passata inosservata, tra sorrisi, ammiccamenti e ostentata simpatia. La sindaca di Genova e la segretaria del Pd non si amano: entrambe donne, entrambe giovani, entrambe punto di riferimento dell'elettorato progressista sono destinate a eludersi a vicenda.
Eppure in quell'incontro che hanno avuto poco prima dell'intervento di Schlein marted sera, la segretaria  che era accompagnata dal capogruppo del Pd in Senato, Francesco Boccia, uno che dall'inizio teorizza la necessit di una terza gamba  pare abbia proposto a Salis un patto in chiave anti-Conte.
Ovvero, le abbia offerto di fare la front-woman di quel composito gruppo di centristi e civici, che va da Matteo Renzi a Gaetano Manfredi, da Alessandro Onorato a Ernesto Maria Ruffini.
Per motivi diversi, nessuno di loro considerato adatto ad avere un ruolo di punta.
Non si tratterebbe proprio della guida del centro (peraltro Salis sul punto ha gi detto di no a tutti, compresa Schlein), ma di un ruolo da leader. In cambio della rinuncia ai gazebo.
Salis non avrebbe detto n s, n no.
Ma sulle primarie, la sua posizione ufficialmente resta la stessa: non vuol candidarsi, aspetta di essere acclamata come candidata premier. Fino a prova contraria, visto che a met ottobre comincer il tour di presentazione del suo libro e a quel punto tutto  possibile.
Ma se le dichiarazioni della sindaca vanno prese alla lettera, la sua contrariet ai gazebo rimane.
E dunque, in un ipotetico patto con Schlein, il prossimo giro toccherebbe a lei.
Cos come salirebbero le sue quotazioni nel caso il quadro si complicasse, anche dopo le elezioni.
Insomma, la foto di marted sera racconta di due leader che a qualche livello si riconoscono a vicenda e riconoscono di far parte dello stesso campo da gioco, pronte a spalleggiarsi ove convenga a entrambe.
Pi passano i giorni, pi Salis  per alla ricerca di un piano B: perch a Genova il suo astro  che pure  ancora luminoso  comincia a calare, visto che la citt non  migliorata e che il suo protagonismo poco piace agli abitanti.
E allora, comincia a riflettere sulla possibilit di andare a guidare la Liguria.
Non si tratta ovviamente di uno scenario immediato, ma lei  convinta che Marco Bucci non resister fino alla fine della legislatura.
E fare la presidente della Regione sarebbe comunque un upgrade.
Idee, ipotesi.
Per alcuni, fumo negli occhi, visto che lei ha sempre e comunque l'obiettivo di Palazzo Chigi.
Ieri sera, intanto, alla Festa in citt, quello che doveva essere un dibattito con Manfredi si  trasformato in un'intervista singola.
Il sindaco alla fine ha declinato l'invito.
Forse proprio per non mischiarsi.

