Il Financial Times dedica a Roberto Vannacci un titolo e un'analisi che non lasciano spazio alle sfumature: Russia's Trojan horse in Italy tests Giorgia Meloni. Il cavallo di Troia sarebbe proprio lui, il leader di Futuro Nazionale, capace di trasformare le difficolt dell'economia, il pacifismo e le simpatie italiane per Mosca in un problema per la linea europeista e filo-ucraina di Giorgia Meloni.
Oltre a raccontare la linea di Vannacci e di Futuro Nazionale sulle armi a Kiev e sulla riapertura dei rapporti commerciali con Mosca, l'articolo cita un fatto noto: il generale  stato addetto militare a Mosca nel 2021. A raccontare quella fase al Financial Times  John Foreman, membro della Difesa britannica in Russia, che conobbe Vannacci personalmente e lo colloca tra quei militari italiani inclini a considerare Mosca un potenziale partner.
Il salto dall'affinit politica all'influenza russa si basa invece su una lettura dell'European Council on Foreign Relations. Nell'analisi pubblicata a luglio  saccheggiata dal Financial Times  Teresa Coratella e Arturo Varvelli definiscono Vannacci un cavallo di Troia per l'influenza russa in Italia e sostengono che la sua crescita potrebbe indebolire il fronte europeo.
L'Ecfr non  un organismo dell'Unione europea.
E' un think tank privato, fondato nel 2007, che dichiara apertamente di voler influenzare il dibattito nelle capitali europee e la politica estera continentale.
La sua rete coincide in larga misura con l'establishment diplomatico e culturale euroatlantico.
Nel board siede Marta Dass, gi viceministra degli Esteri nei governi Monti e Letta e figura storica dell'Aspen Institute.
Nel Council figura Nathalie Tocci, gi direttrice dello Iai e consigliera speciale di Federica Mogherini e Josep Borrell. Ai vertici internazionali ci sono Carl Bildt, ex premier e ministro degli Esteri svedese, e Norbert Rttgen, deputato Cdu da anni su posizioni molto dure verso Mosca.
Anche la deputy director Vessela Tcherneva viene dalla diplomazia e insiste sui temi della sicurezza europea e delle relazioni transatlantiche.
L'articolo del Ft riporta anche una dichiarazione di Nona Mikhelidze, senior fellow dello Iai: Abbiamo il sospetto che sia un progetto russo, dice riferendosi a Futuro Nazionale.
Le fonti dell'articolo, in sostanza, provengono tutte dallo stesso spazio politico-strategico, europeista e atlantico, che considera da tempo l'influenza russa la principale minaccia alla sicurezza europea.
Se le posizioni filorusse di Vannacci sono documentate, l'idea che sia una creatura del Cremlino resta una suggestione: il Financial Times non porta prove di finanziamenti, direttive o legami operativi con Mosca.
E' anche il clima in cui si muove parte del dibattito italiano.
Carlo Calenda ha definito Vannacci portavoce di Putin e asservito a Putin, mentre Azione spinge per uno scudo democratico contro le ingerenze russe.
Ma ieri Calenda ha messo nello stesso calderone Afd, Rassemblement National, Futuro Nazionale, Lega, M5S e anche Il Fatto Quotidiano: tutti alleati e propagandisti di Putin, le cui attivit andrebbero monitorate e sottoposte a una stretta.
Vannacci, per parte sua, sembra costituzionalmente incapace di rispondere seriamente.
Dopo l'articolo del Ft ha scritto sui social: A giudicare da certi titoli, il mal di pancia deve essere davvero forte. Poi la prescrizione: Da domani Imodium per tutti.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
