L'articolo di Francesco Sylos Labini sul declino tecnologico europeo, pubblicato su queste pagine lo scorso 29 giugno, si chiude con l'invito a interrogarsi sulle scelte politiche, sugli assetti istituzionali e sulla visione economica che hanno guidato l'Europa negli ultimi quarant'anni.
E' un invito da raccogliere.
Ma vorrei farlo mettendo in guardia da una tentazione: quella di dare per scontato che esista una strada verso la leadership tecnologica che sia anche indolore.
Guardiamo alle due potenze che si contendono il primato.
Gli Stati Uniti hanno lasciato crescere i loro campioni digitali in un quadro di liberismo pressoch totale.
La Cina ha costruito la sua ascesa con il dirigismo di Stato, condizioni di lavoro che non accetteremmo mai, una concezione della propriet intellettuale lontanissima dalla nostra e una sorveglianza di massa che  essa stessa carburante per l'intelligenza artificiale.
Non sono dettagli: sono parte integrante dei due modelli vincenti.
Posso portare una testimonianza diretta, da docente di Ingegneria di Internet. Internet non  figlia del libero mercato:  figlia della spesa militare e federale americana.
La vittoria americana su Internet e sul Cloud  stata la combinazione di due ingredienti: lo Stato che investe massicciamente nella creazione della tecnologia, e il liberismo che consente poi ai campioni digitali di trasformarla in modelli di business planetari.
L'Europa ha fatto l'esatto contrario.
Un secondo esempio viene dal mio settore, le telecomunicazioni.
Trent'anni di regolazione guidata dal mantra della libera concorrenza e del risparmio per il consumatore hanno distrutto il potere commerciale degli operatori di telecomunicazione europei e la loro capacit di investire.
Il risultato  un ruolo ormai subalterno.
Il paradosso  perfetto: il consumatore europeo ha le bollette pi basse dell'Occidente ed  il cittadino del continente tecnologicamente pi dipendente.
La domanda, allora, non  soltanto perch l'Europa ha perso, ma l'Europa  disposta a vincere a quel prezzo?. Avremmo bisogno di una spesa pubblica per la tecnologia su scala oggi impensabile, di tolleranza verso campioni industriali di dimensione continentale, di rivedere la regolazione che ha sistematicamente sacrificato la sovranit tecnologica di domani sul prezzo al consumo di oggi.
Altrimenti continueremo a produrre documenti strategici mentre altri producono le tecnologie.
Stefano Salsano  Professore di Telecomunicazioni, Universit di Roma Tor Vergata.



