Sull' Himalaya il distacco di un enorme ghiacciaio ha provocato un'alluvione gigantesca: pi di 900 morti e 4000 dispersi.
Agli inizi di agosto un terremoto in Colombia ha causato 224 morti.
In Algeria numerosi incendi hanno provocato una nube di polvere che, sommata a quella sahariana, ha avvolto l'intero Paese.
A Bergamo, Brescia, Piacenza, Parma, Cremona ci sono state grandinate mai registrate, in egual misura, in quell'area.
In contemporanea, in apparente contrasto, alla foce del Po le acque sono scese di parecchi centimetri, con gravi danni all'agricoltura.
Dir il lettore: disastri e tragedie del genere ci sono sempre stati nella storia dell'uomo.
Vero, ma non in tempi cos ravvicinati e nei luoghi pi diversi.
C' quindi qualcosa che unisce questi fenomeni estremi.
Si chiama Co2, l'anidride carbonica che, a causa della progressiva industrializzazione del pianeta, immettiamo nell'atmosfera in quantit sempre maggiori.
La mia impressione  che la Terra stia cercando di liberarsi di quell'inquietante inquilino che  l'uomo.
Siamo diventati troppo ingombranti.
Ogni uomo, preso singolarmente, non occupa solo lo spazio su cui si trova, ma a causa della Tecnologia  come un enorme ragno che al centro della sua tela lavora incessantemente per allargarla.
Insomma  troppo grosso e pesante perch la Terra possa reggerlo.
Far la fine dei dinosauri che non sono stati spazzati via dalle glaciazioni, come usualmente si dice, ma presi in gruppo costituivano un peso che la Terra non poteva sostenere.
Mi trovavo, qualche decina di anni fa, in Guinea-Bissau al seguito di un missionario, padre Fumagalli, un bravo saveriano animato dalle migliori intenzioni.
Si occupava della trib della zona, i Felupe e si disperava perch non volevano adottare la sua falciatrice meccanica che avrebbe fatto in poche ore ci che una famiglia Felupe fa in una settimana.
Ci sono ragioni profonde nel motivo di questo rifiuto: le stesse per cui nel Medioevo i contadini si opposero a lungo alla falce in favore del meno efficiente falcetto.
La falce taglia rasoterra, il falcetto un po' pi in alto per cui rimangono le stoppie, il cibo dei poveri, essenziale nei delicati equilibri non solo dell'agricoltura, ma di tutto il mondo medievale.
Per un discorso pi generale, rimando al mio libro La ragione aveva torto? del 1985.
Ritorniamo ai Felupe.
Poich padre Fumagalli continuava a insistere, il capotrib dei Felupe gli chiar le ragioni del loro rifiuto: Per noi la vita procede bene quando le forze della natura rimangono in equilibrio.
La tua macchina rompe questo equilibrio. Noi moderni, dalla Rivoluzione industriale in poi, dall'Illuminismo, abbiamo fatto di tutto per rompere questo equilibrio.
A met degli anni Cinquanta, in uno dei suoi racconti, Dino Buzzati immagina che sia stata abolita la poesia: Produrre, costruire, spingere sempre pi in su le curve dei diagrammi, potenziare industrie, commerci, sviluppare le indagini scientifiche rivolte all'incremento dell'efficienza nazionale, convogliare sempre maggiori energie nella progressiva espansione dei traffici.
Tecnica, calcolo, concretezza merceologica, tonnellate, metri, mercuriali, valori del mercato.
La produttivit, ecco la sola cosa che veramente conti e davvero non si riesce a concepire come per millenni l'umanit abbia ignorato questa verit fondamentale.
La Produttivit, insieme alla Tecnologia e all'Economia,  uno dei miti fondanti, delle basi direi, del mondo attuale.
Siamo arrivati al paradosso: non produciamo pi per consumare, ma consumiamo per poter produrre.
Un paradosso di cui si era reso conto persino Adam Smith (La ricchezza delle nazioni, 1776), che pur  uno degli anticipatori e dei fautori, concettualmente, del sistema in cui oggi viviamo.
Ma poich tutte le cose, anche ammesso abbiano un fine, hanno necessariamente una fine, questo sistema collasser su se stesso il giorno in cui non potremo pi produrre, nemmeno rapinando all'Africa nera le poche risorse che, dopo decenni di colonizzazioni, le sono rimaste.
E non saranno i vari piani Mattei di meloniana memoria, adottati anche da molti Stati europei, a ridargliele.
Non solo perch sono ulteriori piani di rapina, mascherati come al solito da ipocrite buone intenzioni, ma perch appunto, anche ammesso che un'attivit del genere abbia un fine, ogni fenomeno, a partire dalla vita concreta dell'uomo, ha una fine, che nel suo caso  la morte.
Certamente c' chi crede esista una vita oltre la vita, ma si tratta di un atto di fede di cui non  il caso ci si occupi qui.
Auguri.
Verr il giorno in cui il sistema collasser su se stesso perch le crescite esponenziali su cui si basa esistono in matematica (a un numero puoi sempre aggiungerne un altro), ma non in natura.
Insomma, per dirla in soldoni, stiamo tagliando il ramo dell'albero su cui siamo seduti.
Potrei ridere a crepapelle se su quel ramo non fossi seduto anch'io.

