Londra.
Yorgen Fenech  stato assolto dall'assassinio brutale di Daphne, nove anni dopo la sua uccisione, negandole la giustizia che merita. La famiglia della giornalista maltese non concede interviste, e affida ad un comunicato la propria reazione al verdetto che assolve il presunto mandante dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia.
Otto dei nove membri della giuria hanno giudicato Fenech, 44 anni, non colpevole di entrambi i capi d'accusa: complicit nell'omicidio volontario di Caruana Galizia e associazione per delinquere.
La pubblica accusa ha annunciato che far appello.
Nel comunicato ufficiale, i familiari di Daphne affermano che l'omicidio era motivato dal desiderio di silenziare un'inchiesta investigativa che avrebbe esposto i legami corruttivi tra Yorgen Fenech, l'allora ministro dell'Energia Konrad Mizzi e il capo dello staff del primo ministro Keith Schembri, incentrati sulla societ di Fenech, 17 Black. Secondo la famiglia, se Daphne non fosse stata uccisa, avrebbe esposto le prove di corruzione tra questi tre personaggi e le loro transazioni finanziarie.
Concludono: La responsabilit  ormai scaduta per tutti coloro che hanno permesso, facilitato o protetto i suoi assassini.
Daphne Caruana Galizia viene uccisa il 16 ottobre 2017 in un attentato dinamitardo fuori dalla sua casa a Bidnija, nel nord di Malta.
Ha 53 anni.
E' la giornalista pi letta di Malta.
Attraverso il suo blog Running Commentary, documenta la corruzione endemica dell'isola, citando nomi, date e cifre.
Poco prima di essere ammazzata indagava su ElectroGas, una centrale elettrica da costruire a Malta, e sui legami corruttivi intorno al progetto.
Al centro delle sue inchieste  17 Black, una societ offshore panamense riconducibile a Yorgen Fenech, allora influente uomo d'affari e promotore immobiliare, la cui famiglia aveva due hotel Hilton e una quota in una centrale elettrica a Malta.
La societ 17 Black di Fenech, scrive Daphne,  il veicolo finanziario da cui passa la corruzione.
Il clamore e l'indignazione internazionale per l'omicidio efferato di una giornalista europea, e con modalit mafiose, fa partire l'inchiesta.
Tre uomini vengono identificati e condannati per aver piazzato l'ordigno: Vince Muscat, Alfred Degiorgio e George Degiorgio.
Esecutori materiali, ma resta inevasa la vera domanda: chi ha ordinato l'omicidio? Per anni, le autorit maltesi conducono un'inchiesta che, secondo gli osservatori internazionali, viene ostacolata da negligenza e possibili interferenze politiche.
Yorgen Fenech viene arrestato nel novembre 2019 sul suo yacht mentre cerca di fuggire dal paese.
Keith Schembri rassegna le dimissioni da capo dello staff del primo ministro Joseph Muscat, anch'egli costretto a dimettersi poco dopo.
L'inchiesta pubblica conclude che le responsabilit per la morte di Daphne sono estese e ramificate ai pi alti livelli, ma manca il mandante, che l'accusa individua in Fenech. I pm sostengono che Fenech ha pagato 150.000 euro, con la mediazione del tassista Melvin Theuma, per commissionare l'omicidio.
Il procuratore Anthony Vella presenta prove e intercettazioni che, secondo la pubblica accusa, collegano Fenech all'omicidio.
Vella chiede l'ergastolo, affermando che Fenech crede di poter comprare la giustizia grazie ai suoi contatti politici.
La difesa sostiene che l'ordine di uccidere Daphne arrivi invece da Schembri, il capo dello staff del premier. Fenech sarebbe solo un messaggero tra Schembri e Theuma, e il tassista lo ha ricattato.
La giuria ha ritenuto che non ci siano prove sufficienti a provare la colpevolezza dell'imputato, ma non ha potuto puntare pi in alto.
L'assoluzione non chiude la vicenda giudiziaria.
Fenech rimane accusato di corruzione in relazione al progetto ElectroGas, insieme ad altri personaggi pubblici e imprenditori, tra cui Paul Apap Bologna, Konrad Mizzi, Schembri, Brian Tonna, Karl Cini e Mario Pullicino.
Schembri  perseguito separatamente per aver passato a Fenech informazioni sull'inchiesta.
Ma non c' un mandante, e a questa vicenda non si pu mettere la parola fine.
Nel comunicato, i familiari di Daphne lanciano un appello alle istituzioni maltesi: La giustizia duratura significa che nessuna persona dovrebbe mai affrontare gli stessi rischi di nuovo.
Il nostro paese non ha protetto la vita di Daphne.
Le deve il dovere di prevenire che altre vite vengano perse. Perch i fallimenti istituzionali che hanno permesso il suo omicidio non sono stati affrontati.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
