Tony Blair, ex primo ministro britannico e oggi inviato speciale di Donald Trump del Board of Peace in Medio Oriente, avrebbe chiesto all'Autorit Palestinese di eliminare la parola Palestina dai manuali scolastici, sostituendola con Samaria, la denominazione ebraica (di un pezzo) della West Bank. Lo ha rivelato a Middle East Eye Jeremy Greenstock, 83 anni, ex ambasciatore britannico alle Nazioni Unite, che sostiene di aver ricevuto l'informazione da fonti ministeriali.
Secondo Greenstock, Blair avrebbe presentato questa condizione come prerequisito perch il Board of Peace considerasse l'Anp un interlocutore credibile nel negoziato su Gaza.
La richiesta sarebbe stata respinta al mittente da Mahmoud Abbas.
Se confermata, la richiesta si inserirebbe in una campagna pi ampia di cancellazione del termine Palestina in Israele, che da tempo passa anche per i banchi di scuola.
Blair ha smentito attraverso un portavoce, definendo l'accusa una completa invenzione, ma la testimonianza dell'ex diplomatico britannico rilancia gli interrogativi sulle finalit e modalit operative del controverso Board istituito da Trump per gestire la ricostruzione di Gaza.
La roadmap  ferma per via del rifiuto del premier israeliano Benjamin Netanyahu di procedere al ritiro dell'Idf prima del completo disarmo del gruppo terroristico.
Ieri il leader israeliano, in campagna elettorale, ha visitato una postazione dell'Idf dentro la Striscia, a ridosso della Linea gialla, e gettato benzina sul fuoco: Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere l'obiettivo di disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza.
C' ancora del lavoro da fare.
Rimaniamo su questa linea da cui controlliamo il 60% della Striscia.
Ieri abbiamo arrestato il capo della sicurezza interna di Hamas. Probabilmente impareremo qualcosa di nuovo da lui.

