Due vertici in corso contemporaneamente.
Due avversari che rivendicano prossime vittorie e annunciano nuove mosse, lasciando intravedere un dato sempre pi difficile da eludere: la guerra non  destinata a finire nel breve periodo.
Non certo prima della primavera.
Da una parte Putin, ieri dal Kirghizistan. Dall'altra i ministri degli Esteri dell'Unione europea, riuniti in Irlanda per il Consiglio Affari esteri informale, nel formato Gymnich. Due tavoli diplomatici che raccontano una stessa realt, in fondo, per la mole d'accuse reciproche: il conflitto resta aperto e il confronto si prepara a entrare in una fase ancora pi profonda.
Non solo sul campo di battaglia: la lotta si irrigidisce anche sul piano diplomatico e sanzionatorio.
La scia delle tensioni europee ha seguito quella dei droni di Lipsia, diventati uno dei grandi protagonisti dei tavoli irlandesi.
Un episodio che, nelle parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, avrebbe potuto avere conseguenze ben pi gravi: Se l'attacco a Lipsia fosse andato a buon fine, avrebbe causato danni enormi e forse anche delle vittime. Al suo fianco, il segretario generale Nato Mark Rutte ha escluso che l'Alleanza possa lasciarsi intimidire: la Russia non ci spaventa.
La nostra unit  incrollabile, il nostro supporto all'Ucraina  chiaro, si lavora senza sosta per garantire la prontezza operativa e tutelare la sicurezza pubblica. Kiev e Bruxelles marciano insieme sul fronte della Difesa, con un progetto di portata strategica, dal valore di diversi miliardi di euro, destinato a rafforzare in modo significativo lo scudo aereo ucraino attraverso la fornitura di sistemi Patriot Pac-3. Non  ancora tramontata l'ipotesi di utilizzare gli asset russi congelati presso la belga Euroclear. Sul tavolo della Commissione resta infatti l'idea di trasferire i circa 210 miliardi di euro oggi custoditi nei depositi dell'istituto belga verso altri intermediari finanziari.
Prendere i soldi di Mosca, ma lasciare fuori dal territorio europeo i suoi cittadini: Il numero di visti rilasciati ai russi che intendono trascorrere le vacanze nell'Ue  troppo elevato. A dirlo  stato un portavoce del ministero degli Esteri tedesco.
Il sisma politico provocato dai droni arriva fino a Mosca dove a replicare  stato il dicastero degli Esteri: Berlino ha scelto deliberatamente la provocazione con l'obiettivo di un'escalation nelle relazioni tra Russia e Germania.
Le mosse delle autorit tedesche provocheranno una dura reazione.
Attribuire la responsabilit ai russi del velivolo inesploso  un pretesto fittizio per chiudere il consolato russo a Bonn e la Casa Russa della Scienza e della Cultura a Berlino.
Ma andranno distrutte cose ben pi preziose: decenni di relazioni bilaterali che generazioni di politici e diplomatici russi e tedeschi hanno costruito.
Mentre su Kiev e Odessa piovevano le bombe, ieri Putin, intervenuto dal vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, annunciava un nuovo sviluppo sul fronte del Donbass: Sviatohirsk, nella regione di Donetsk,  passata sotto il controllo delle forze armate russe.
Le truppe di Mosca continuano a combattere sui fianchi della cintura fortificata ucraina e si trovano ormai a pochi chilometri da alcuni snodi strategici: Sloviansk, Kramatorsk. Posso confermare ancora una volta: qualsiasi struttura militare in Ucraina  un nostro obiettivo legittimo.
Britannica o qualunque altra. Questo l'avvertimento rivolto ai Paesi occidentali impegnati nel sostegno militare a Kiev.

