Per capire come i rincari energetici si siano trasferiti lungo la filiera del commercio, fino ad arrivare al carrello della spesa, basta guardare il costo di una zucchina.
Uno degli ortaggi pi comuni, tipici della dieta mediterranea, non si trova a meno di 5 euro al kg sui banconi dei supermercati.
Pu andare meglio a chi va a fare la spesa al mercato, dove costa tra i 2,5 e i 3,5 euro.
Ma, anche in questo caso, il prezzo  comunque elevatissimo.
Tanto che, secondo quanto ha calcolato una recente indagine del Sole 24 Ore , le zucchine sono rincarate del 51%. E' una media, s, che per ben spiega come l'aumento record dei beni alimentari abbia viaggiato per gradi in questi mesi, passando dall'energia alla tavola.
Cos, sempre tornando alla zucchina, si parte da una media di 50 centesimi al kg pagata ai contadini per arrivare agli oltre 6 euro per l'ortaggio biologico.
Discorso simile per i cetrioli: l'agricoltore viene pagato sui 40 centesimi al kg, mentre sugli scaffali dei supermercati arrivano a 3 euro, un aumento che la Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha calcolato nel +674%.
E' sui beni alimentari di largo consumo che pesa di pi la logistica, che subisce i rincari dei carburanti che poi si trasferiscono - via distribuzione e margine dei rivenditori - fino al consumatore finale che paga carissimo quello che sta succedendo nello Stretto di Hormuz. Lungo questa catena si aggiungono ritocchi su ritocchi: tutti i settori coinvolti devono, infatti, fare i conti con il combinato disposto di caro-energia e caro-carburanti tra spese per far funzionare gli impianti di irrigazione, aumenti delle bollette della luce, gasolio agricolo e carburante per i camion. Cos per riempire una sola sportina della spesa, anche solo con frutta e verdure di stagione, come pesche, pomodorini o zucchine, si spendono oltre 20 euro per prodotti freschi ormai arrivati a prezzi mai visti prima, neanche quattro anni fa quando  iniziata la prima crisi energetica con l'invasione russa dell'Ucraina.
Il carrello della spesa - il costo medio di un paniere di consumi calcolato dall'Istat - tra il 2021 e il 2026  passato da 100 a 129,5 euro, un rincaro del 30%, superiore all'inflazione generale che si  fermata al +21%. Secondo il Sole, il caff tostato ha registrato un aumento del 51% (da 11,64 a 17,55 euro al chilo), l'olio extravergine d'oliva del +47% (da 4,73 a 6,97 euro al litro). A guidare i rincari, oltre le gi citate zucchine, pomodori (+45%), patate (+44%) e cavolfiori (+42%) ma anche fragole (+48%), limoni (+37%) e arance (+31%). Anche se la sensazione molto diffusa tra i banchi dei supermercati  che le verdure costino di pi della carne, quest'ultima ha comunque registrato aumenti inferiori, ma sempre a due cifre: +31% il rincaro della carne bovina, +33,7% il pollo e +21,5% il prosciutto cotto.
E ora l'autunno rischia di aggravare ulteriormente i bilanci familiari a causa della nuova fiammata dei prezzi energetici (come si pu leggere nell'articolo in alto) che a luglio hanno fatto salire i prezzi alla produzione industriale del 7,8% rispetto a 12 mesi prima. Questa ennesima accelerazione dei listini si scaricher dalle fabbriche ai supermercati e negozi, alimentando la corsa dei prezzi al consumo che l'Istat ha certificato in rialzo del 3,3% ad agosto.
Ma, al di l dell'effetto domino, intanto il Codacons ha calcolato che un aumento generalizzato del 3% dei listini alimentari nei prossimi tre mesi produrrebbe un aggravio complessivo di 420 milioni di euro a carico delle famiglie.
Per un nucleo composto da due adulti e due figli, che mediamente destina circa 2.315 euro ogni trimestre all'acquisto di prodotti alimentari, il conto sarebbe di ulteriori 70 euro.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
