Il giorno dopo l'ondata di raid statunitensi contro l'Iran, cui  seguita la risposta della Repubblica islamica contro le basi Usa nel Golfo, le due parti sono tornate a fronteggiarsi solo a parole, rimanendo sulle stesse posizioni di sempre.
Gli Stati Uniti restano convinti che l'operazione Economic Outcast, basata sull'inasprimento delle sanzioni, riuscir a costringere la leadership di Teheran a un accordo che non vuole. Oppure, come ha scritto Donald Trump, a spingere gli iraniani a rivoltarsi ancora contro il regime.
Dall'altra parte, ayatollah e pasdaran assicurano di aver elaborato una nuova strategia per spezzare il giogo imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz sulle petroliere iraniane.
Trump ieri  passato alla provocazione, proponendo in un post di ribattezzare Hormuz Stretto di Trump (suonerebbe bene): neanche pi d'America come per il Golfo del Messico o il lago Ontario.
Il suo segretario al Tesoro Scott Bessent che ha sostituito il segretario alla Guerra Pete Hegseth nel ruolo di restituire ai media una narrazione vittoriosa, ha ammonito gli Stati che commerciano con l'Iran, la Russia e la Cina, del rischio di subire sanzioni secondarie, se non interromperanno i rapporti con Teheran. Fonti della Casa Bianca hanno raccontato alla Reuters che ormai il punto di vista degli uomini di Trump, Vance e Rubio in prima fila,  mantenere lo stallo ed evitare scossoni almeno fino alle elezioni di midterm di novembre.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
