E' arrivata ieri sera l'email con cui Giulia Presutti rinuncia alla conduzione di Report: Caro direttore, faccio volentieri un passo indietro, nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l'onore di contribuire, ha scritto la giornalista, 36 anni, dal 2018 a Report, al direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini.
Era stato lui a sollecitare l'email di rinuncia dopo l'assemblea piuttosto burrascosa del pomeriggio, nella sala blu di via Teulada, con gli inviati e i rappresentanti della produzione, del desk, dei videomaker, dei montatori.
Tutti compatti contro i conduttori designati venerd scorso, al momento della brutale estromissione di Sigfrido Ranucci.
Presutti, appunto, e Daniele Piervincenzi, che non si sa cosa far.
La palla  nel campo di Corsini e dei vertici Rai, che questa storia l'hanno gestita come peggio non si poteva.
Corsini ieri si  preso 24 per valutare.
Si tratta di comporre una squadra che consenta di mandare in onda il programma l'8 novembre, sulle macerie di questa estate terribile.
Gli inviati di Report sono stati chiari: Vogliamo andare in onda l'8 novembre, se non sar in Rai sar da un'altra parte, hanno detto gli inviati, almeno quelli esterni.

Era cominciata con molta tensione, ieri pomeriggio.
Si sono presentati pure Presutti e Piervincenzi, Corsini  stato costretto a mandarli via. Vai vai, ha detto a Piervincenzi che gli chiedeva: Mi presenti?. A un certo punto  stato pure allontanato un giornalista del Tg1 che cercava di origliare.
Gli inviati hanno parlato quasi tutti: Bernardo Iovene e Paolo Mondani, Giulio Valesini e Giorgio Mottola, Giulia Innocenzi, Claudia Di Pasquale, Manuele Bonaccorsi e altri. Abbiamo aperto un canale di comunicazione con l'azienda, per me  positivo, ha detto alla fine Danilo Procaccianti.
Poi Corsini ha visto Presutti e Piervincenzi e in serata il Comitato di redazione, l'organismo sindacale fin qui tenuto fuori da ogni confronto, insieme al segretario dell'Usigrai Daniele Macheda.
Gli hanno rinfacciato di aver violato quasi tutte le regole interne, avviando una trattativa con gli inviati per poi farsi travolgere.

Corsini, ancora ai primi di agosto, aveva detto a Ranucci di continuare a lavorare quando si era gi nel pieno della bufera per il coinvolgimento del faccendiere suo amico Valter Lavitola nell'inchiesta sull'attentato dell'ottobre 2025. Alla vigilia della cacciata di Ranucci, Corsini prima ha cercato il consenso degli inviati, poi ha scelto quei nomi.
Dovevano mettere d'accordo tutti ma cos non  stato.
Presutti, in particolare,  molto vicina all'Usigrai e ad Articolo 21, quindi al centrosinistra, ma anche Piervincenzi non ha una storia di destra.
Le consultazioni per Corsini le ha fatte dopo, cos fino a ieri ignorava anche le difficolt di buona parte della redazione nei rapporti professionali con Presutti, mentre Piervincenzi, 45 anni, a Report non ha mai lavorato.
Entrambi sono stati assunti con l'ultimo concorso Rai.
Presutti  arrivata prima in graduatoria.
Piervincenzi era destinato al Tg3 della Campania.
Ottimi professionisti, ma un po' fragili per reggere Report e le relative pressioni.
Ora tornano in pista anche Iovene e Valesini, che avevano rinunciato all'incarico di capiautore in polemica con la scelta dei conduttori.

Tutti sostengono che la trasmissione andr in onda a novembre come da palinsesto. E non si andr a gennaio, come ventilato forse anche per spaventare gli inviati esterni che vivono dei compensi pattuiti per i servizi.
Una di loro, Giulia Innocenzi, ieri  finita nel mirino di Unirai, il nuovo sindacato legato alla destra di governo: Non risulta sia iscritta all'albo dei giornalisti. Ranucci l'ha difesa: E' una signora giornalista meglio di tanti cialtroni. Ma  un segnale preciso, che conferma il veto della destra su lei.

La Rai intanto ha risposto picche agli avvocati di Ranucci, Roberto De Vita e Stefano Rossi, che chiedevano fatti e documenti alla base dell'incompatibilit enunciata da Corsini nell'email con cui venerd gli ha tolto la conduzione di Report. E' stata solo una rimodulazione delle mansioni e dell'organizzazione del lavoro.
Non vi  necessit di chiarimento ulteriore n di supporto documentale hanno scritto il responsabile delle risorse umane, Felice Ventura e del capo dell'ufficio legale, Francesco Spatafora.
Non  pi vero che c'erano incompatibilit, la Rai cambia strada.
I legali faranno ricorso urgente al giudice del lavoro, facendo valere le norme antidiscriminazione del decreto legislativo 216 del 2003, oltre al demansionamento.
Proprio Ranucci ieri mattina si  affacciato in via Teulada.
Accolto da parte della redazione, qualcuno piangeva.
Gli inviati non c'erano.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
